Mai stare fermi se si vuole crescere | AlmaLaurea
Lavoro

Mai stare fermi se si vuole crescere

Ingegnere elettronico e delle telecomunicazioni, Federica Villani parla perfettamente due lingue ed è appena tornata da un’esperienza in Cina grazie al progetto Talent Lab.
17 Aprile 2013

“Tutti si stupiscono quando dico quello che studio e quello che voglio fare, solo perché sono una donna, ma sono sempre stata attratta dal settore delle scienze applicate”. Lo dice Federica Villani, brillante studentessa di Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni all’Università di Bologna, la sua città. Federica parla inglese e francese, si è laureata alla triennale con un progetto di tesi sperimentale ed è uno dei giovani talenti italiani selezionati, grazie ad AlmaLaurea, per partecipare al Talent Lab, il progetto promosso da Huawei e dal ministero dell’Istruzione, che l’ha vista volare in Cina alla scoperta di una delle più moderne realtà lavorative al mondo. Federica ha solo 24 anni e, mentre prosegue i suoi studi in Ingegneria elettronica, si sta guardando intorno alla ricerca di un ambiente nel quale possa continuare a migliorare, umanamente e professionalmente. “Tutto tranne la staticità, stare fermi è l’unica cosa che non fa crescere”. Non disdegnerebbe un posto di lavoro all’estero, ma il suo sogno è entrare nell’ambiente della ricerca e sviluppo.

Perché hai scelto di studiare Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni?
“Sono sempre stata affascinata e portata per le materie scientifiche, e quando ho finito il liceo, nell’indecisione, ho scelto di studiare Ingegneria, perché mi piaceva l’idea di poter legare la teoria scientifica alla realizzazione pratica”.

Quali sono i progetti che hai potuto sviluppare?
“Sicuramente la mia tesi di laurea triennale. Ho studiato e analizzato il comportamento di un nodo sensore di movimento, per poi creare un algoritmo che permettesse di individuare la direzione dello stesso, sviluppando parallelamente un’ottimizzazione energetica. Il lavoro si è sviluppato anche attraverso l’implementazione hardware di un modulo radio, con lo scopo di trasmettere le informazioni raccolte tramite l’applicazione dell’algoritmo ad una unità centrale della rete wireless. Questo progetto mi ha permesso di applicare tecnicamente ciò che avevo appreso durante lo studio della teoria, e di imbattermi in nuovi problemi pratici. Il titolo del lavoro è ‘Sviluppo e ottimizzazione energetica di un algoritmo embedded per il controllo varchi con nodo sensore piroelettrico wireless’”. Sono anche membro del reparto elettronico del team UNIBO Motorsport nell’ambito del progetto di Formula SAE, il quale si occupa di costruire una monoposto per competizioni a livello internazionale tra università di tutto il mondo. Questo progetto, mi ha insegnato la grande importanza della collaborazione e del lavoro di gruppo”.

Come giudichi il tuo percorso di studi?
“In maniera molto positiva. Il corso di Ingegneria elettronica dell’Università di Bologna è davvero valido, con ottimi professori. Fornisce competenze adeguate e lo consiglierei. Ovviamente qualche piccolo ritocco non farebbe male, ma in generale funziona bene. Infatti ora sto seguendo il corso magistrale nella stessa Università, e ne sono soddisfatta”.

Conosci le lingue straniere?
“Sì, ho un percorso alle spalle che mi ha permesso di imparare molto bene sia l’inglese che il francese. Ho frequentato il liceo Galvani di Bologna, il corso scientifico internazionale. In questo modo ho acquisito una padronanza ottimale della lingua. Il francese invece lo conosco molto bene perché lo studio fin da quand’ero piccola”.

Sei stata scelta per il prestigioso progetto internazionale Talent Lab.
“Sì, sono stata selezionata per il Talent Lab che ha permesso a me e altri ragazzi di andare in Cina per un paio di settimane ad osservare da vicino il lavoro di Huawei, un colosso delle nuove tecnologie e delle telecomunicazioni. Abbiamo avuto modo di visitare vari centri, osservando i processi di produzione dei vari prodotti dell’azienda. Per me è stata un’esperienza folgorante: l’opportunità di vedere un’impresa così grande dall’interno, in Cina, non me la sarei mai aspettata! Abbiamo avuto modo di curiosare nell’organizzazione pratica interna di Huawei, cosa che solitamente non viene permessa da realtà cosi grandi”.

Cosa ti ha colpito di più?
“Il loro punto di forza è soprattutto quello di far largo ai giovani: l’età media dei lavoratori che abbiamo incontrato era davvero molto bassa. Qualcuno a 24 anni, la mia età, potrebbe già essere molto avanti nella carriera in un ambiente lavorativo come quello e questo è un aspetto decisamente invidiabile della loro gestione”.

Lavoreresti in un’impresa come Huawei, anche se questo comporterebbe di spostarti in Cina?
“Sulla Cina ci sono tanti pregiudizi e anch’io, non lo nego, ne avevo. Però già dopo pochi giorni passati lì mi sono ambientata e se mi proponessero di andarci a lavorare, lo farei senza esitazioni”.

Che cosa vorresti per il tuo futuro?
“Vorrei essere sempre in movimento. Trovare un ambiente lavorativo dove si continua costantemente a crescere, dove non ci sia staticità. Se devo pensare a una posizione che rappresenti questo mio desiderio, beh, quella sarebbe nella ricerca e sviluppo tecnologico: è un campo spesso bistrattato, ma in fondo è uno dei più dinamici e interessanti, quindi mi piacerebbe senz’altro. È fondamentale non fermarsi all’interno del proprio mondo sicuro e protetto, bisogna uscire, cercare, informarsi, e mettersi in gioco: è l’unico modo per evolversi”.

Cosa pensi di AlmaLaurea?
“È un servizio ottimo, che a me è servito tantissimo. Continuano ad arrivarmi e-mail con nuove offerte, che, anche se io ora sto ancora studiando, mi aiutano a capire come si muove il mondo del lavoro. In questo modo sono preparata e saprò come spostarmi appena finita l’Università. Inoltre  AlmaLaurea mi ha selezionato per il Talent Lab, dandomi una grande occasione!”.