Convegni

Più giovani alla laurea

Presentato allo Iulm di Milano il XV Profilo dei laureati italiani. L’identikit di 227mila giovani usciti dalle università nel 2012. Più stage, inglese ed esperienze all’estero durante gli studi. Calano i fuori corso.
30 Maggio 2013
Più giovani alla laurea, più regolari negli studi. E con stage ed esperienze di studio all’estero nel percorso formativo. E’ l’identikit di 227mila laureati usciti dalle università italiane nel 2012, l’80 per cento di tutti i laureati usciti dall’intero sistema universitario nazionale, presentato e discusso da AlmaLaurea al convegno “Scelte, processi, esiti nell’istruzione universitaria”.
 
Altro che bamboccioni, i giovani universitari si impegnano negli studi: frequentano le lezioni, sette su dieci conoscono bene l’inglese, hanno fatto esperienze oltre confine e con il mondo del lavoro già prima della laurea.
Dopo la laurea? Quello che interessa di più è la possibilità di acquisire professionalità. E crescono in misura molto rilevante la richiesta di stabilità e di sicurezza del posto di lavoro. 
 
Il convegno, ospitato allo IULM di Milano mercoledì 29 maggio è stato aperto dal rettore dell’Ateneo milanese Giovanni Puglisi, da Valentina Aprea, Assessore all’Istruzione della Regione Lombardia e Francesco De Sanctis, Direttore Generale Ufficio Scolastico per la Lombardia.
 
“Il XV Profilo dei laureati offre una documentazione ampia e aggiornata, disaggregata per Ateneo e corso di laurea, per valutare l’offerta formativa del sistema universitario italiano e gli esiti che ne conseguono”, ha ricordato Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea. “Uno strumento per migliorare, dopo averla conosciuta, l’istruzione universitaria e per orientare gli studenti, pensando ai circa 400mila giovani (e alle loro famiglie) che si apprestano a scegliere se continuare o meno gli studi, iscrivendosi all’università”.
 
L’immediata consultabilità on-line della documentazione costituisce un supporto fondamentale anche per ogni efficace azione di orientamento nella scelta dei percorsi di studio. Un orientamento tanto più necessario – ha ricordato ancora Cammelli - se si tiene conto che ancora oggi 82 immatricolati su cento vengono da famiglie i cui genitori non hanno esperienza di studi universitari e 17 immatricolati su cento abbandonano nel corso del primo anno di università.
 
Per contrastare questo fenomeno, da alcuni anni AlmaLaurea è impegnata con AlmaDiploma e il percorso di orientamento AlmaOrièntati. Un sistema che l’assessore Aprea e il dirigente De Sanctis vogliono sperimentare ed estendere alle scuole lombarde.
 
Nel dibattito, con Andrea Lenzi del Cun (video-intervista), Stefano Fantoni di Anvur  e Giorgio Vittadini, tra gli altri, e ospiti internazionali tra cui Maria Kelo - European Association for Quality Assurance in Higher Education (video-intervista), si è discusso di valutazione e di importanza della laurea in un Paese dove i laureati sono ancora troppo pochi. “Il Rapporto AlmaLaurea – ha osservato Lenzi - dimostra ancora una volta  con solidi dati statistici che è meglio essere laureati, ed è meglio laurearsi da giovani, avere avuto esperienze di studio all’estero ed avere fatte esperienze di stage per avere un lavoro futuro migliore e meglio retribuito”.
 

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