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Accordo Asphi - AlmaLaurea

12 Luglio 2013

Con l’intervento di ASPHI è stata migliorata l’accessibilità del portale AlmaLaurea per i non vedenti e sarà introdotta per i laureati disabili e, in generale, per le categorie protette la possibilità di segnalare alle aziende la loro condizione per un inserimento lavorativo come previsto dalle norme vigenti. Un servizio reso alle imprese che necessitano di realizzare inserimenti lavorativi per le categorie protette.

“AlmaLaurea in questo modo vuole contribuire a una società in cui le persone disabili abbiano le stesse opportunità - spiega Andrea Cammelli, fondatore e direttore del Consorzio Interuniversitario - la banca dati è nata per dare pari opportunità e uguali condizioni di partenza a tutti i laureati e con soddisfazione possiamo dire che questo accordo ha ancora più valore perché vuole facilitare l’inserimento lavorativo di chi è più in difficoltà”.

“Per noi la banca dati AlmaLaurea è uno strumento importante, dà l’opportunità ai giovani laureati con disabilità di farsi conoscere dalle imprese e dà a queste ultime l’occasione di trovarli. Le aziende che superano i 50 dipendenti, per legge, devono avere il 7% della forza lavoro appartenente alle categorie protette. Ma per farlo i direttori del personale devono avere strumenti efficaci, affidabili, immediati. Questo accordo ci pare la strada giusta”, dichiara Franco Bernardi, vice presidente di ASPHI. “E’ dimostrato che l’inserimento di un disabile in un team aumenta la produttività di tutta la squadra, perché tutti vogliono essere all’altezza di una persona che supera enormi difficoltà per lavorare e che dà l’esempio”.

La teoria economica e l’evidenza empirica mostrano che l’informazione gioca un ruolo fondamentale nel mercato del lavoro. Banche dati come AlmaLaurea, consorzio di 64 atenei italiani, rendono meno viscoso il processo di ricerca del lavoro e di accoppiamento tra laureati e posti di lavoro. AlmaLaurea ad oggi rende disponibili un milione e 760mila curricula di laureati (giovani freschi di laurea, ma anche con esperienza decennale e diplomati), certificati dalle Università e dagli istituti secondari superiori, aggiornati, anche in inglese (negli ultimi dieci anni sono stati ceduti alle imprese tre milioni e mezzo di curricula).