Università

Effetto Snowden sulle università Usa. Cyberterrorismo, atenei assediati

18 Luglio 2013

La Cina è vicina. Ai computer delle università americane. Hacker compiono milioni di tentativi di furto ogni settimana, costringendo i campus a rafforzare la sicurezza e a determinare, con molte difficoltà, cosa è stato rubato. E' la situazione in cui vivono le università statunitensi, di cui parla il New York Times e rilanciata da America24.

L’effetto Edward Snowden, la talpa del Datagate, dilaga. Non si tratta di normali ruberie on line, bensì di furti informatici. Compiuti soprattutto da hacker cinesi. Le autorità universitarie hanno raccontato che alcuni tentativi hanno avuto successo, ma non hanno specificato cosa sia stato rubato, a parte dati personali come i numeri della Social Security (l'equivalente del codice fiscale). Hanno poi ammesso di venire a conoscenza dei furti solo molto tempo dopo - e non in tutti i casi - e che non sempre sono in grado di stabilire cosa sia stato rubato.

Le facoltà americane e i loro professori ottengono migliaia di brevetti ogni anno, alcuni di enorme valore, in campo medico, tecnologico e informatico, ma è molto difficile rendere sicuri i sistemi universitari, visto che migliaia di studenti, ricercatori e docenti vi accedono dai propri computer. L'università del Wisconsin, per esempio, subisce tra i 90.000 e i 100.000 tentativi al giorno di penetrazione nei suoi sistemi solo dalla Cina, senza considerare quelli da Russia e, recentemente, Vietnam.
L'aumento esponenziale del numero di attacchi informatici ha costretto le università a rivedere la struttura dei loro network e le politiche di apertura e condivisione con altri centri di ricerca, che hanno sempre caratterizzato le strutture statunitensi. Gli attacchi informatici non colpiscono solo le università, ma aziende e agenzie governative. Da mesi gli Stati Uniti accusano la Cina, che ha sempre negato il proprio coinvolgimento, dichiarando invece di essere a sua volta vittima.