Lavoro

Ministro Carrozza: “C’è un’emergenza giovani. I dati AlmaLaurea lo dimostrano”

23 Agosto 2013
“I dati del professor Cammelli mostrano una rigidità sociale e geografica dell’Italia: una regressione complessiva”. Maria Chiara Carrozza, ministro di Istruzione, Università, Ricerca lancia un nuovo allarme. Lo fa dal Meeting dell’Amicizia a Rimini, con a fianco Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, e Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea.
 
“I giovani – dice il ministro – temono di non mantenere la situazione sociale dei genitori. E’ terribile. I dati del professor Cammelli mostrano che è un timore fondato”. E Vittadini: “Sembrerebbe un brutto sogno, se non fosse un quadro realistico portato dalla struttura più qualificata sullo studio del sistema universitario. Siamo ultimi in tutto. Bisogna investire sul capitale umano”. Ancora Maria Chiara Carrrozza: “Finché sarò ministro combatterò per ristabilire il diritto allo studio. Un diritto sancito per cui servono 160 milioni di euro. E adesso siamo a quota zero”.
 
Il quadro portato da Cammelli, anche con una serie d’immagini, mostra un’Italia che spende per l’università l’1% del Prodotto interno lordo, molto meno della media Ocse, siamo in fondo alla scala. La Germania investe più del doppio, la Svezia il 2,25 in più. Come ricerca e sviluppo siamo allo 0,68% del Pil come investimenti privati (1,26 il totale), la Germania è all’1,88. Gli iscritti all’università sono calati del 17% dal 2003 al 2011, solo il 30% dei diciannovenni s’iscrive all’università, solo il 37% dei manager è laureato, il 15% ha unicamente la scuola dell’obbligo. Eppure i laureati hanno una “occupabilità” del 13-14% superiore ai diplomati e anche le retribuzioni complessive sono superiori.
 
Proprio affidandosi a questo dato comunque positivo, la ministra Carrozza sostiene che “la scuola secondaria deve essere un momento di preparazione verso il mondo del lavoro e l’università”. Quindi i ragazzi devono avere un quadro preciso di cosa vogliono fare (AlmaLaurea per questo orientamento ha generato AlmaDiploma). Devono essere informati sugli esiti occupazionali dei vari corsi di laurea. “Lo studio deve essere inteso come un patto, - secondo il ministro – lo studente paga, l’università deve informarlo di tutto. I Paesi del G8 si sono trovati d’accordo su sistemi di Open Data e Open Government per l’istruzione, sulla trasparenza”.
 
“In Italia – insiste Maria Chiara Carrozza – c’è un’emergenza giovani. Stiamo sprecando i nostri giovani. Dobbiamo investire sul loro sapere innovativo”.