Università

Il Mediterraneo nelle letterature italiana e serba

Incontro a Belgrado promosso dall'Istituto italiano di cultura
17 Settembre 2013
“Il Paesaggio mediterraneo nella letteratura italiana e serba del Novecento'': già nel titolo il senso di una volontà culturale, politica, Europea. Raccoglie gli atti del convegno omonimo organizzato nella Fondazione Kolarac di Belgrado dall'Istituto Italiano di Cultura e dall'Istituto di Letteratura e Arte del Ministero dell'Istruzione Universitaria della Repubblica di Serbia. Alla presentazione a Belgrado, c’erano professori e ricercatori delle Università serbe e italiane, dell'intera regione Balcani occidentali e danubiana, di Stati Uniti e Russia.
 
Si tratta di un lavoro di ricerca corale che ha avuto la sua chiave di volta nella collaborazione tra l'Istituto di Letteratura e Arte di Belgrado, il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell'Università degli Studi ''G. D'Annunzio'' di Chieti-Pescara e l'Istituto Italiano di Cultura in Belgrado. L'opera presentata è un importante volume, con articoli e riflessioni, in italiano e in serbo, scritti da trentotto studiosi, docenti di università italiane, serbe, di altri Paesi europei, USA e Russia. La raccolta e la selezione sono state curate e coordinate dai professori Svetlana Seatovic dell'Università di Belgrado, Maria Rita Leto e Persida Lazarevic Di Giacomo dell'Università di Chieti-Pescara.
 
L'evento è stato introdotto da Sira Miori, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Belgrado e coordinatore d'area e da Vesna Matovic, direttrice dell'Istituto di Letteratura e Arte del Ministero dell'Istruzione della Repubblica di Serbia. Il convegno e gli atti hanno visto coinvolti professori e ricercatori delle università serbe di Belgrado, Novi Sad, Kragujevac e Nis, assieme a molte università italiane, dall'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara, alle università di Roma, Napoli, Salerno, Parma, Trieste e Torino, oltre ad altre università europee, da Zagabria a Wroclaw, a Lvov, a Copenhagen, a Mosca, e americane, come quella di Pittsburgh. Il volume è il frutto di un primo tentativo di indagare la presenza e l'influenza del Mediterraneo nella letteratura italiana e serba del Novecento. Si tratta di una riflessione e di uno studio comparato delle tematiche, del ruolo e delle immagini del grande mare che lega indissolubilmente i popoli dei paesi che si affacciano sulle sue sponde, con storia, culture, religioni, tradizioni, musiche e abitudini di vita diverse, che si fondono in una sorta di continuum, in uno spazio in cui, da sempre, società e culture, si sono incontrate e scontrate, intessendo infiniti rapporti.
Il paesaggio mediterraneo e le sue rivisitazioni simboliche costituiscono uno dei materiali narrativi più interessanti e stimolanti della poesia e della narrativa italiana del Novecento: dalla Trieste di Italo Svevo, Umberto Saba e Scipio Slataper, alle marine di Venezia, Napoli e Capri, punto d'incontro e di riflessione di molti scrittori e poeti di tutto il mondo; dal mare Adriatico ''verde come i pascoli dei monti'' dell'Abruzzo di Gabriele D'Annunzio, al paesaggio rigoglioso e al ''meriggiare pallido e assorto'' delle Cinque Terre di Eugenio Montale; dai borghi costieri e dalle campagne aspre e secche della Sicilia di Luigi Pirandello, al vento mite di Tindari e alla luna rossa di Salvatore Quasimodo.
 
Per la letteratura serba, invece, si tratta di una presenza più sfumata, rintracciabile nel legame profondo con la storia, l'antichità romana e il patrimonio culturale bizantino, ma anche nell'espressione letteraria della comunità culturale serba di Trieste, città da sempre anello di congiunzione tra la Mitteleuropa e la Regione balcanica e mediterranea. Numerosi sono i riferimenti ai paesaggi della costa orientale dell'Adriatico, alle coste istriane e dalmate in particolare, oltre alle coste italiane, che si possono rilevare soprattutto nelle opere - tra gli altri - dei tre grandi scrittori serbi del Novecento, da Rasko Petrovic a Milos Crnjanski, a Ivo Andrich, premio Nobel serbo per la letteratura.
 
Si è poi accennato ad un presente e futuro di iniziative politiche e culturali importanti, a cui i nostri Paesi stanno lavorando, anche in questi giorni, ''che uniranno maggiormente in futuro le due penisole, quella italiana e quella balcanica'', ha evidenziato Sira Miori, con la formalizzazione della Macroregione Adriatico-Jonica, ''che ha l'obiettivo di promuovere collaborazioni e dialogo, scambi economici e culturali, tra i popoli, gli stati e le regioni delle due sponde dei mari Adriatico e Jonio'', tra i cittadini, le istituzioni, i decisori politici delle Regioni italiane che si affacciano su questi mari e quelli delle Repubbliche della sponda orientale, dalla Slovenia fino alla Penisola ellenica. La formalizzazione di questa nuova entità di collaborazione territoriale figura nell'agenda di presidenza italiana dell'Unione europea del secondo semestre 2014. A questa iniziativa si uniscono accordi di collaborazione e associazione con tutti i paesi dell'Unione europea e l'ormai prossima apertura dei negoziati per l'adesione della Serbia all'Unione. Quindi anche la storia e l'attualità marciano verso ''un futuro di dialogo e di collaborazione, nel rigoroso rispetto delle diversità linguistiche, culturali e religiose garantite dai trattati dell'Unione''. In questo momento di inquietanti conflitti nei paesi della sponda sud-orientale del Mediterraneo, come l'Egitto, la Libia, la Siria, la riflessione ha inevitabilmente toccato la necessità dell'impegno morale che la letteratura deve avere, in una realtà interconnessa come la nostra, al fine di contribuire a sostenere il dialogo, la ricerca di libertà, di democrazia e di rispetto dei diritti umani fondamentali dei popoli.