Università

Stefano Paleari nuovo presidente dei rettori

Italia in crisi perché è fermo l'ascensore sociale
18 Settembre 2013
L'Assemblea dei rettori ha eletto alla prima tornata e all'unanimità Stefano Paleari, 48 anni, alla guida da quattro anni dell'università di Bergamo, nuovo presidente della Crui (Conferenza dei rettori delle universitàitaliane). Il neo-presidente ha poi designato Alberto Tesi, rettore di Firenze, quale nuovo segretario generale. Paleari succede a Marco Mancini che lo scorso luglio è stato nominato capo Dipartimento Università, Afam e Ricerca del ministero dell'Istruzione.
''I prossimi anni segneranno un punto di svolta per l'università italiana - ha detto Paleari subito dopo l'elezione - Ma il punto di partenza è drammatico. Siamo arretrati di dieci anni, perdendo 10.000 ricercatori e il 15% dei fondi. Dato ormai conclamato anche nelle statistiche internazionali. Abbiamo quattro ricercatori ogni mille occupati. La Francia ne ha nove. Germania e Regno Unito otto. Persino la Spagna sette. E si badi bene, per passare da quattro a cinque, rimanendo ancora ben lontani dai partner europei, servirebbero 20.000 ricercatori''. ''Ovvero - ha evidenziato - proprio quei giovani che noi formiamo e che poi vengono catturati da altri Paesi. Il loro talento non può restare senza una nostra risposta. Anche qui sta il problema della disoccupazione giovanile, perché la scoperta scientifica di un ricercatore in tutti campi del sapere è uno straordinario moltiplicatore per l'intero sistema economico italiano''.
''L'Italia è in crisi perché si è fermato l'ascensore sociale - ha aggiunto il nuovo Presidente della Crui - le famiglie rinunciano a mandare i figli all'università non per libera scelta ma per censo o per luogo di nascita. E in un Paese civile e sviluppato l'università, non può rappresentare un lusso, deve essere una necessità''. Parte quindi dai giovani Paleari per poi evidenziare quelle che saranno le linee guida della nuova Crui. ''L'università vuole essere valutata, tanto nella didattica quanto nella ricerca, vuole procedure di reclutamento trasparenti e severe, vuole che sia dato un vero diritto allo studio per i capaci e i meritevoli anche se privi di mezzi, vuole inserire le nuove leve nella ricerca. Per far questo occorrono poche cose sulle quali la Crui farà presto proposte precise: autonomia responsabile, semplificazione delle procedure, apertura internazionale e misure per la competitività e la cooperazione del sistema e infine, non meno importante, un nuovo modello di finanziamento, adeguato, ben definito e stabile''. ''Chi governa l'università a più livelli vuole meno burocrazia e più strumenti per competere - ha proseguito Paleari - Questa è la condizione per essere poi giudicati. E' nell'interesse di tutti riportare il dibattito sulle cose reali, allontanando i tanti luoghi comuni. Ha sorpreso anche noi sapere dall'Europa che la Germania e la Francia sostengono le loro università con il triplo del nostro budget e persino nel Regno Unito, indicato spesso come esempio di un finanziamento pubblico molto limitato, lo Stato spende per l'università il 50% in più che in Italia - ha puntualizzato Paleari - Si decida quindi come finanziare gli atenei, non dimenticando che nessuna automobile può viaggiare senza carburante. E si lasci poi a ogni università la possibilità di lavorare per migliorarsi, integrarsi e competere per poi essere misurata e valutata''.