Università

Harvard stanzia 10 milioni di dollari per non lasciare l’università

L'offerta dell'Università di Harvard: “Se concludete gli studi, vi paghiamo la vostra start up”.
25 Settembre 2013

“Se concludete gli studi, vi paghiamo la vostra start up”. L’offerta arriva da una delle istituzioni più prestigiose al mondo, l’Università di Harvard, che ha attivato un piano di finanziamento per un totale di dieci milioni di dollari agli studenti più meritevoli che ottengono una cospicua somma per creare la propria startup. Il patto è di concludere gli studi.

Un sistema in grado di mettere al sicuro le valide idee degli studenti senza costringerli a rinunciare alla formazione accademica e, anzi, che consente al prestigioso ateneo di partecipare a progetti vincenti “mettendo la firma” quando questi vengono sviluppati.

E’ la risposta all’“effetto Zuckerberg“: il sogno di entrare nella classifica dei miliardari under 30, che spinge tantissimi giovani americani ad interrompere gli studi e dedicarsi anima e corpo alla proprio startup. Incoraggiati da realtà come Pay Pal che,  con il suo fondatore Peter Thiel, stanzia dal 2011 una borsa da 100mila dollari per i giovani  che dimostrino le migliori attitudini, riservando questa possibilità soltanto ai minori di 19 anni. Sembra un chiaro tentativo di “strappare” le menti geniali al contesto universitario per accaparrarsi delle quote in future aziende di successo.

Harvard ha scelto di rispondere con Leonardo Da Vinci “O studianti, studiate le matematiche, e non edificate senza fondamenti”. Quindi sì ai tentativi professionali, alle start up, ma con l’incentivo economico dei dieci milioni di dollari.

A guidare l’operazione “laurearsi è meglio” è una delle top università al mondo che  mantiene un tasso del 97.4% di laureati con nessun ritardo sui tempi. Il danno infatti, non è puramente economico quanto di immagine: non tutti nascono Zuckerberg, e rinunciare ad un percorso formativo di altissimo livello, con degli standard selettivi durissimi implica un cambio di direzione nelle aspettative dei giovani studenti. La “formula magica” rimane sempre una, dice Harvard: studiare.

E in Italia? Secondo le indagini AlmaLaurea, nell’intero arco della vita lavorativa, pur con le difficoltà iniziali di inserimento, la laurea garantisce migliori esiti occupazionali rispetto al diploma di scuola secondaria superiore (oltre 12 punti percentuali), migliori retribuzioni (+50 per cento), e maggiore corrispondenza tra competenze richieste e quelle possedute nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative.