Università

Grecia al collasso: chiudono le università

Il governo ellenico ha ridotto il personale amministrativo impendendo le normali attività degli atenei
26 Settembre 2013

La scure della crisi economica della Grecia questa volta si è abbattuta sulle università. Gli atenei oramai sono al collasso e impossibilitati alle normali attività accademiche, in una sola parola sono costrette a chiudere.

Il ministro dell’educazione Konstantinos Avramopoulos ha previsto un piano di “consolidamento” degli Atenei che, dicono i sindacati, prevede il trasferimento di 1.349 impiegati amministrativi, il 40% del personale, ad altre amministrazioni. Le università sono impossibilitati a lavorare.

Il massiccio spostamento di personale riguarda non solo quello amministrativo ma anche archivisti, contabili e persino le guardie notturne. Una mobilità in massa dei dipendenti pubblici che ha fatto scattare il grido dei Senati accademici di tutto il Paese a causa delle disfunzioni che si vengono a creare con questi tagli. Secondo lo schema sono almeno otto le zone che resteranno senza università.

Per questo il responsabile della Federazione ellenica dei professori universitari, Stathis Efstathopoulos, ha scritto una lettera al primo ministro Antonis Samaras nella quale parla di “università al collasso” e chiede un incontro urgente per “evidenziare nei dettagli la tragica situazione delle nostre università”.