Università

Università di Pavia, una mostra per Gianni Brera

L’università di Pavia celebra Gianni Brera, scrittore, giornalista, poeta della Val Padana.
30 Settembre 2013

Ritagli, cronache, immagini di sport nella storia del Novecento. L’università di Pavia celebra un suo laureato famoso e molto sui generis: Gianni Brera, scrittore, giornalista, poeta della Val Padana ben oltre lo sport, inventore di etichette famose, da “Abatini” a “Rombo di tuono “La (dis)informazione sportiva” si intitola la mostra che l’università di Pavia gli dedica nel Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria (sede centrale, in via Strada Nuova).

Gianni Brera a Pavia ha studiato al Liceo Taramelli e si è laureato con una tesi su Tommaso Moro.

La mostra è illustrata dalla collezione di opere del pittore Antonio Belli. Parla della prima corsa di velocipedi disputata in Italia, il 19 maggio 1869, proprio a Pavia. E di Luigi Masetti, studente di giurisprudenza di questa università, il primo grande ciclo-viaggiatore: nel 1893 arrivò a Chicago in bici, a Washington fu accolto dal presidente degli Stati Uniti Grover Cleveland e, nel 1900, a Jasnaja Poljana da Tolstoj, che, a 65, era salito in sella. Sono esposti documenti nuovi sugli studi di Brera al liceo e all’università, due lettere strepitose dei tempi di guerra, stampe, lettere autografe. Quando la Gazzetta dello Sport, il 2 luglio 1945, riprese dopo la guerra, il direttore Bruno Roghi chiamò Brera a collaborare. C’è il suo primo articolo in prima pagina con uno richiamo alle istorie del Foscolo, ma c’è anche l’intervista in latino a Paavo Nurmi, il leggendario fondista finlandese e i pezzi su Coppi al Tour del 1949-

La mostra, impreziosita da una lettera autografa di Livio Berruti, olimpionico dei 200 a Roma 1960, e dalla maglia rosa del 1938 di Valetti, vincitore di due Giri, resta aperta fino al 31 dicembre. Orario: lunedì-venerdì 8.30-18.30, sabato 8.30-13.30.