Lavoro

Donne e precari, record di discriminazioni

Nonostante un grande apporto economico. Ecco i risultati di una elaborazione Cgil.
03 Ottobre 2013

Donne. E parasubordinati, cioè i lavoratori con contratti di collaborazione a progetto (e le co.co.co.), le collaborazioni occasionali e le associazioni in partecipazione, i lavoratori precari per eccellenza. Sono queste le categorie di lavoratori più discriminate nel mondo del lavoro autonomo e professionale. E' quanto emerge dai dati presentati in occasione della prima Confederenza d'indirizzo della Consulta del lavoro professionale Cgil 'Diritti e rappresentanza nel lavoro professionale'.

Secondo le elaborazioni del sindacato  ammontano, infatti, a 25.781.443.002 di euro i compensi dei lavoratori parasubordinati nel 2011, ricorda il sindacato, a cui si aggiungono 5.297.852.914 di euro dei professionisti con partita Iva iscritti alla gestione separata, per oltre 31 miliardi di compensi percepiti. Sommando i 5.771.609.739 euro di contributi versati dai parasubordinati e dai loro committenti e i 1.260.338.349 versati interamente dai professionisti con partita Iva, ammontano circa a 7 miliardi di euro i contributi versati all'Inps ogni anno, che "consentono all'istituto - spiega la consulta professioni della Cgil - di mantenere in ordine i conti previdenziali italiani e di recuperare forti perdite in altre gestioni (commercianti, artigiani, Inpdap, dirigenti)".

Nonostante questo grande apporto economico però, contesta il sindacato, "i lavoratori parasubordinati sono caratterizzati da: compensi molto bassi; scarse tutele sociali in caso di malattia, maternita', infortunio e, pur avendo perso in cinque anni di crisi oltre 207 mila posizioni lavorative, sono gli unici a non aver beneficiato di alcun tipo di ammortizzatore sociale". "Inoltre, malgrado versino i loro contributi nelle casse dell'Inps da oltre 17 anni e costituiscano una parte stabile del mondo del lavoro da prima del 1996, vengono percepiti come un fenomeno perennemente transitorio". Tra i professionisti con partita Iva si nota una vistosa differenza di genere nelle retribuzioni fra donne e uomini, anche se di entità inferiore rispetto ai parasubordinati e ai collaboratori a progetto, sia in media (6 mila euro) sia rispetto al crescere dell'età' dei professionisti dove la differenza massima si avvicina ma non raggiunge i 7.000 euro tra i 40/59 anni. La differenza retributiva di genere e' maggiore nel Veneto (con 6.708 euro annui in meno per le donne rispetto ai loro colleghi maschi), mentre la differenza tra i generi minore si trova nelle regioni del Sud dove, pero', sono inferiori anche i compensi di entrambi i sessi.