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Fra università, calcio, botte e telefonate di Conte

Parla Lorenzo Degeri, il giocatore del Pavia dopo lo svenimento durante il test con la Juve.
11 Ottobre 2013

Lorenzo Degeri ha preso 30 al primo esame e una gran ginocchiata in testa al primo test con la Juventus. "Mi sono reso conto che fa più pubblicità un episodio del genere che una doppietta in una finale” ha raccontato alla Gazzetta dello Sport. “Allo stesso tempo l'incidente mi ha fatto sentire la vicinanza di amici e parenti. Ma sinceramente avrei preferito finire in prima pagina per le mie prestazioni sportive".

Degeri, 21 anni il 13 ottobre, è che gioca nel Pavia, nella partita con la Juve è entrato alla disperata per fermare un avversario solo davanti alla porta. Ho cercato di allontanare la palla, poi non mi ricordo più nulla. L'immagine successiva è l'ambulanza, mi sono alzato dal lettino e ho chiesto cosa fosse successo. Non sapevo perchè ero in ambulanza, me lo hanno spiegato i medici. Dopo aver ripreso conoscenza, a parte il bernoccolo in testa, stavo bene. In ospedale volevo anche fare due passi, ma i medici mi hanno convinto a rimanere nel letto".

Poi sono scattate le dichiarazioni di affetto: "Quella che mi ha fatto più piacere è la telefonata di Antonio Conte. Abbiamo parlato dell'episodio, mi ha detto di essersi spaventato molto, come tutti del resto. Mi ha chiesto quando sarei tornato in campo".

Degeri è un calciatore-studente. “Mi sono iscritto all'Università, facoltà di psicologia. Ho preso 30 al primo esame, nei prossimi mesi voglio darne altri".