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Laureati americani a Bologna cercasi

Frank Kardos , dottore in Medicina all’Alma Mater nel 1960, in città per rilanciare l’associazione degli ex laureati Usa a Bologna. E chiede una mano ad AlmaLaurea.
23 Ottobre 2013

Il rettore Ivano Dionigi e Andrea Cammelli, fondatore e direttore di AlmaLaurea, hanno incontrato Frank Kardos, statunitense, laureato in Medicina e Chirurgia negli anni ‘60 all’Alma Mater. Per far ripartire la Bologna University Alumni Association. “Vogliamo risvegliare i legame con questa prestigiosa università che è stata la mia, che è stata la nostra”, dice Frank Kardos, di origine ungherese, gli studi in Italia che gli hanno segnato la vita - “il ricordo più bello” – una professione Oltreoceano come medico otorinolaringoiatra.

Kardos ricorda gli anni di studio in Italia come anni indelebili: “Fare gli studi a Bologna è stata la decisione migliore della mia vita, sono stato accolto benissimo, ho costruito legami di amicizia duraturi. E quei successi che ho avuto nella vita, credo di poterlo dire, li devo all’università di Bologna: lì ho imparato e cominciato la professione medica”. L’intento è di tenere vivo questo legame, già instaurato con l’amico Frank Vaccarino, presidente della Bologna University AlumniAssociation. L’associazione, con sede a Brooklyn e che riunisce gli ex studenti dell’Università di Bologna che oggi vivono negli Stati Uniti, consegnò a ottobre del 2011 al rettore Ivano Dionigi un assegno del valore di 100mila dollari. “E’ un fatto eccezionale, che restituisce un sentimento di stima e riconoscenza verso questo Ateneo, un legame forte con Bologna”, commentò allora il rettore.

Ecco, dice ora Frank Kardos, vogliamo rilanciare questa relazione. “Vogliamo rinnovare l’interesse, risvegliare l’attenzione anche dei laureati americani a Bologna negli anni ’70 e ’80”. Sono circa duecento, si stima, gli americani laureati a Bologna in quegli anni. “E in questo ci è preziosa la collaborazione di AlmaLaurea”, spiega Kardos. Sono del professore di Statistica Andrea Cammelli, infatti, i primi studi nel 1988, quando l’ateneo di Bologna celebrò il nono centenario, su aspetti fino ad allora appena sfiorati nell’ambito accademico: la relazione fra origine sociale, formazione secondaria e riuscita negli studi universitari, posizione sociale e professionale dei laureati esteri di Bologna. Il progetto di ricerca “Radici culturali e professionali dell’ateneo bolognese in Europa e nel mondo alle soglie del 2000” fu presentato ufficialmente  presso il Ministero degli Esteri al corpo diplomatico accreditato in Italia. Ed è del 1991 l’indagine, unica nel suo genere, sui laureati americani in Medicina a Bologna dal Dopoguerra.

 “L’anno scorso abbiamo sostenuto delle borse di studio consegnando centomila dollari al rettore, speriamo di ripetere questa donazione in futuro a favore di tutti gli studenti”, aggiunge Kardos, quattro figli e sei nipoti, ricordando “il suo legame sentimentale con la città”. Spero, conclude, che anche i miei nipoti possano venire un giorno a studiare qui in Italia. Frank Kardos è stato a Bologna in questi giorni e ha partecipato, sabato 12 ottobre, nella sede di Giurisprudenza, alla riunione degli alumni degli anni 1986, 1987 e 1988 per il venticinquennale di laurea all’Alma Mater Studiorum. Un evento organizzato dalla Fondazione Alma Mater in collaborazione con l'Ateneo e con il contributo di Fondazione del Monte. Accompagnati da familiari e amici, gli alumni hanno ricevuto i saluti del magnifico rettore, dell'amministratore delegato di FAM Giampaolo Amadori e del presidente di In Bononia Doctores Leonardo Giardina. Con l’occasione, il presidente e Ad di Ducati Energia Guidalberto Guidi ha tenuto un keynote speech sul rapporto tra Università ed ex allievi.