Lavoro

Lavoratrice e madre, connubio difficile

Sapienza di Roma: la maternità rappresenta ancora un limite alle opportunità di carriera di una donna.
30 Ottobre 2013

Nelle aziende italiane si continua a ritenere che la maternità rappresenti un limite alle opportunità di carriera di una donna e che non sia conciliabile con il lavoro quando il contesto è altamente competitivo. E' uno dei risultati preliminari di un'indagine dei dipartimenti di diritto ed economia delle attività produttive, di ginecologia e ostetricia e di management della Sapienza Università di Roma. L'indagine, che prosegue su un campione totale di quasi 4.000 dipendenti di grandi aziende private.

"In Italia - dice Donatella Caserta, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia alla Sapienza Università di Roma - la gravidanza in età avanzata (il 34,7% delle donne partorisce dopo i 35 anni) non è dovuta solo a ragioni meramente economiche, ma, piuttosto, è causata dalla paura della donna di essere tagliata fuori da ogni possibile progressione di carriera, avanzamento economico o di essere segregata ad anello debole della catena produttiva al suo rientro".

Se da un lato, negli ultimi venti anni, il numero di donne lavoratrici in Italia è cresciuto del 22,2%, in netta controtendenza rispetto a quello maschile che invece è sceso dello 0,3%, dall'altro, i dati occupazionali per coloro che decidono di affrontare la maternità sono decisamente sconfortanti. In Italia, infatti, la percentuale di donne ancora occupate dopo il primo figlio è del 59%, una percentuale di gran lunga inferiore rispetto a quella delle colleghe europee; rispetto alle tedesche che sono il 74%, rispetto alle svedesi, che continuano a lavorare nell'81% dei casi e rispetto alle spagnole, che si attestano sul 63%. "I risultati preliminari di questa nostra indagine, soprattutto se analizzati in un contesto globale, richiedono - commenta Flaviano Moscarini, docente di Economia aziendale della Sapienza - una valutazione rigorosa ed empirica; il ruolo della donna all'interno delle aziende sta cambiando rapidamente e con esso insorgono criticità un tempo sconosciute. Le aziende diventano sempre più 'a trazione femminile', eppure a un avanzamento del ruolo femminile, soprattutto nelle grandi organizzazioni produttive, non corrisponde ancora un adeguato riconoscimento della diversità biologica (che culmina nel momento della gravidanza) in ambito professionale".