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Quirinale riceve AlmaLaurea: “Grande opportunità”

Delegazione AlmaLaurea ricevuta al Quirinale. I Consiglieri del Presidente della Repubblica hanno sottolineato la necessità di un collegamento con il ministero del Lavoro.
29 Novembre 2013

Grande opportunità per il Paese nel suo complesso. Maggiore collaborazione con il Ministero del Lavoro. Coordinamento con quello dell’Istruzione, Università, Ricerca. Necessità che tutte le università informino davvero gli studenti degli sbocchi occupazionali a uno, tre, cinque anni dalla laurea che hanno scelto. Volontà della Presidenza della Repubblica a sollecitare in tutte le sedi l’attenzione per questi temi.

AlmaLaurea ha avuto un importantissimo riconoscimento del suo ruolo in un incontro al Quirinale. Assente per impegni collegati alla situazione politica, Giorgio Napolitano ha incaricato di fare le sue veci due suoi stretti collaboratori: i professori Carlo Guelfi della Segreteria del presidente e Louis Godart della Conservazione del patrimonio artistico.

“Al presidente della Repubblica – hanno esordito – giungono tante lettere di laureati che stanno all’estero e vorrebbero rientrare ma non trovano lavoro in Italia. Sulla necessità di investire in cultura e innovazione e di creare un ponte fra università e sistema produttivo insiste con grande forza la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo. Per questo siamo qui ad ascoltarvi con grande attenzione”.

La delegazione di AlmaLaurea, guidata dal presidente Fabio Roversi Monaco e dal direttore Andrea Cammelli e composta da rappresentanti del consiglio di amministrazione e del comitato scientifico, ha illustrato i dati del suo lavoro:

  • 1.800.000 curricula dei laureati delle 64 università del consorzio nato nel 1994;
  • circa 180.000 nuovi curricula ogni anno (di laureati e laureandi);
  • oltre cento variabili di ricerca per individuare il profilo ideale;
  • oltre 600.000 laureati con pluriennali esperienze di lavoro che aggiornano costantemente il loro curriculum;
  • 800.000 laureati che hanno fatto tirocini/stage durante gli studi;
  • 38.000 laureati con cittadinanza straniera che hanno conseguito un titolo di studio in Italia;
  • 4.000 aziende italiane e straniere utilizzano AlmaLaurea come canale per la ricerca e selezione del personale;
  • oltre 3.5 milioni di curricula ceduti negli ultimi dieci anni ad aziende;
  • 500.000 solo nell’ultimo anno;
  • un numero crescente di aziende e studi professionali, in Italia e all’estero, utilizza la banca dati AlmaLaurea;
  • riconoscimento dell’importanza del consorzio italiano da parte dell’Unione europea, che ha elargito un importante finanziamento per una seri di attività in Europa e nel Nord Africa;
  • rapporti con la World Bank, l’Union pour la Mediterranee e altre istituzioni internazionali.

“Nonostante questo – ha ricordato AlmaLaurea – il contributo dello Stato italiano è sempre più flebile. C’è stato il quasi dimezzamento, negli ultimi due anni, dei finanziamenti del MIUR: da 1,5 milioni a 800mila euro, che oggi rappresentano il 20% dell’intero bilancio di AlmaLaurea”.

I consiglieri del presidente della Repubblica con una serie di domande hanno sottolineato la preoccupazione e la necessità di un collegamento con il ministero del Lavoro. “Gli invieremo la vostra documentazione” hanno detto, chiedendo un ulteriore invio di informazioni.

Cammelli ha ricordato che nel corso del 2012 sono state inviate 90.000 candidature da parte dei laureati in risposta alle offerte di lavoro pubblicate dalle aziende sul sito www.almalaurea.it. Il Consorzio offre alle aziende servizi di ricerca e selezione di personale qualificato (junior e con esperienza) utilizzando metodologie innovative e gli strumenti di recruiting: la banca dati dei laureati e la bacheca delle offerte di lavoro online con servizio di alert lavoro ai candidati in target.

“L’Italia – ha detto Cammelli – purtroppo, da tempo, è agli ultimi posti nella graduatoria dei paesi Ocse quanto ad investimenti (pubblici e privati) in istruzione e in ricerca, nell’occupazione dei giovani soprattutto nelle professioni ad elevata specializzazione. L’Italia non può perdere una grande opportunità di valorizzare il suo know how”.

Si è sottolineato da entrambe le parti che le università devono adempiere all’obbligo di informare gli studenti sugli sbocchi professionali della laurea scelta. “Siamo l’unica area completa che svolge una serie di funzioni decisive” ha sottolineato Roversi.