Corsi post laurea

Progettazione di spazi pubblici tra architettura, design e comunicazione

Master di primo livello in Exhibit & Public Design alla Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma. Nuovo termine iscrizione: 8 gennaio 2014.
15 Dicembre 2013

Dai temporary shop alle mostre, dagli stand fieristici ai piccoli padiglioni espositivi, dagli spazi per il food all’allestimento urbano. È interamente dedicato alla progettazione degli spazi pubblici il master di primo livello in Exhibit & Public Design, organizzato dalla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma. A fine gennaio il via alla settima edizione, con scadenza delle iscrizioni al 8 gennaio 2014. Il master, cui possono accedere laureati di primo livello o con titoli superiori, per la sua impostazione trasversale rimane unico in Italia: “È un corso che prepara una figura a cavallo tra architettura, design e comunicazione, che affronta un ambito progettuale caratterizzato da forte innovazione e sperimentazione, al centro del dibattito sulla qualità delle aree urbane” dice la professoressa Cecilia Cecchini che lo dirige.

Professoressa Cecchini, può spiegarci che cosa si intende con Public Design?
“È il progetto dello spazio pubblico, lo spazio della dimensione collettiva, sociale, della condivisione, declinato nei suoi diversi aspetti. Sono temi importanti e in continuo divenire legati alla complessità della società contemporanea. Il master si occupa della progettazione inerente la sfera pubblica e semipubblica: l’urban design legato ai luoghi aperti delle città; il retail design che attiene alla progettazione degli spazi del commercio nella nuova e sempre più diffusa forma del temporary shop; gli spazi per il food intesi non come ristoranti tradizionali, ma come strutture aperte accessibili con modalità diverse durante tutta la giornata; l’allestimento di mostre ed eventi temporanei… Insomma, è un ambito progettuale vasto ed eterogeneo che coinvolge diversi aspetti del vivere contemporaneo. A supporto della progettazione è previsto un modulo relativo alle tecnologie leggere impiegate in questi ambiti e uno di lighting design, per insegnare a considerare la luce come un vero materiale, da progettare con un approccio non solo tecnico ma anche poetico”.

Nel percorso didattico quanta importanza viene data alla pratica, al laboratorio, insomma al “saper fare”?
“È un master molto progettuale, che punta sul ‘saper fare’, ma prima ancora sul ‘saper pensare’, per poter operare in modo consapevole sia dal punto di vista tecnico che culturale. Non a caso un corso iniziale è dedicato alla storia dell’allestimento e dell’exhibit, perché senza conoscenza non si può progettare e lo studio di quanto è stato fatto è fondamentale. Ma ciò che caratterizza il master è la sua trasversalità, che si trova nei contenuti formativi, nella composizione della docenza e in quella degli iscritti: il master si avvale infatti di professori della Facoltà di Architettura di Roma e di altri atenei italiani, ma anche di professionisti che operano ai massimi livelli nei diversi settori. Per quel che riguarda gli studenti, in tutte le edizioni precedenti abbiamo avuto ragazzi provenienti da corsi di laurea diversi – architettura, design, ingegneria –, laureati triennali o quinquennali, che venivano da tutta Italia e per una buona percentuale anche dall’estero. Questa varietà di percorsi ha determinato sinergie positive e ha rappresentato un arricchimento anche per i rapporti di collaborazione che si instaurano tra gli studenti, cui è richiesto di lavorare sia singolarmente che in gruppo”.

Il corso è a numero chiuso e gli iscritti al massimo possono essere venti. Non sono pochi?
“È una nostra scelta per seguire meglio gli studenti. Non vogliamo riproporre il meccanismo delle classi universitarie numerose, mentre così il rapporto con i docenti è molto più diretto. Per contro ai ragazzi chiediamo un anno di vero impegno, 1.500 ore con almeno 400 ore di didattica frontale, una prova finale che richiede una rilettura ragionata di tutto il percorso fatto e un tirocinio presso studi professionali, aziende o istituzioni museali, in cui mettono in pratica quello che hanno imparato o, in alternativa, workshop mirati a specifiche attività progettuali. Vogliamo che escano dal master con un portfolio il più possibile professionale che li aiuti nella ricerca del lavoro”.

E gli studenti riescono a trovare facilmente lavoro?
“Facilmente, in questo periodo caratterizzato da profonda crisi, non lo direi mai. Sicuramente la preparazione fornita dal master è spendibile sul mercato del lavoro. Tra i partecipanti alle edizioni precedenti c’è chi è andato a lavorare in studi professionali, chi in grandi gruppi che si occupano della progettazione di negozi nel mondo, chi nel settore degli allestimenti fieristici o nelle società che organizzano eventi. Per quanto possibile, cerchiamo anche occasioni per dare visibilità al loro lavoro e per arricchire i loro curricula: per esempio, nell’edizione in corso che si concluderà a fine anno, abbiamo stabilito un rapporto con il museo Maxxi di Roma, che in primavera esporrà i lavori svolti dagli studenti attorno a un tema precedentemente concordato”.

Master di I livello in Exhbit & Public Design
Facoltà di Architettura – Università degli Studi di Roma La Sapienza
Direttore: prof. arch. Cecilia Cecchini (e-mail cecilia.cecchini@uniroma1.it)
Dati relativi all’edizione 2013-2014
Sede del corso: Roma
Posti disponibili: minimo 12, massimo 20
Durata: annuale
Scadenza termini iscrizione: 8 gennaio 2014
Inizio delle lezioni: entro il 30 gennaio 2014
Stage: sì
Costo: 4.500 euro (con pagamento in due rate)
Per informazioni:
Segreteria del master: Dipartimento PDTA – Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura
Tel. 06 49919083
E-mail: masterexhibit@uniroma1.it
Sito: http://w3.uniroma1.it/masterexhibit