Lavoro

Lavoratori e imprese, divisi su cosa sia davvero la competenza

Ecco i risultati del Workmonitor, l'indagine sul mondo del lavoro realizzata nel terzo trimestre 2013 da Randstad.
09 Dicembre 2013

Lavoratori e imprese sono d'accordo: c'è la competenza alla base delle professioni del futuro. Ma con una differenza. I datori di lavoro, nell'opinione dei dipendenti, hanno attese in crescita in particolare verso le competenze digitali: richiedono l'uso del computer e dei suoi principali applicativi, la conoscenza dei device mobili, della posta elettronica e più in generale del mondo del Web 2.0 e dei social network. Mentre i lavoratori mettono ai primi posti per la loro crescita professionale le abilità 'non tecniche', come l'esperienza e le capacità relazionali. E se praticamente tutti i lavoratori si dicono pronti a qualsiasi sacrificio per raggiungere i requisiti professionali, ben il 40% teme di non riuscire a soddisfare le crescenti aspettative.

Sono alcuni dei risultati del Workmonitor, l'indagine sul mondo del lavoro realizzata nel terzo trimestre 2013 da Randstad, seconda azienda al mondo nel mercato delle risorse umane, attraverso un sondaggio sottoposto a lavoratori dipendenti di età compresa tra 18 e 65 anni, impegnati per un minimo di 24 ore alla settimana, in 32 paesi del mondo (dimensione minima del campione 400 interviste per Paese).

La ricerca mostra un sostanziale accordo tra imprese e lavoratori sull'acquisizione di competenze come strada maestra per la carriera del futuro. Ma rivela anche il rischio di nuove tensioni legate al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi. "Quella delineata dal Ranista Workmonitor - commenta Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia - è una visione comune tra aziende e lavoratori circa la crescente importanza delle competenze professionali nel mondo del lavoro. Solo con una lieve divergenza: nel percepito dei dipendenti, negli ultimi cinque anni i datori di lavoro sembrano aver privilegiato lo sviluppo di competenze tecniche, specialmente quelle digitali che saranno sempre più determinanti nelle carriere del futuro, mentre nelle previsioni dei lavoratori i campi in cui investire per una maggiore specializzazione sono soprattutto l'esperienza e le capacità relazionali".