Università

All'università Ca' Foscari corsi gratuiti per rifugiati

Niente tasse dopo l’iscrizione e servizi dedicati: sei rifugiati hanno trovato un posto per studiare nell’Università veneziana di Ca’ Foscari. [Fonte: sito Radio Vaticana]
03 Gennaio 2014

Niente tasse dopo l’iscrizione ai corsi e servizi destinati a loro: sei rifugiati hanno trovato un posto per studiare nell’Università veneziana di Ca’ Foscari. Un bando dedicato – l’unico di questo tipo in Italia – ha permesso a sei rifugiati, provenienti da Serbia, Pakistan, Somalia, Camerun e Iran, di frequentare, negli ultimi due anni, i corsi dell’ateneo.

“Tutti – dice la responsabile del settore Mobilità internazionale di Ca’ Foscari, Anna Colombini – sono tolari di protezione internazionale. Hanno potuto immatricolarsi a Ca’ Foscari con questa particolare facilitazione, di avere non solo la riduzione quasi totale delle tasse, ma anche la possibilità di iscriversi in deroga, senza dover necessariamente presentare documenti in originale, dichiarazioni di valore, tutta quella parte amministrativa e burocratica che spesso per queste tipologie di studenti è veramente difficile da risolvere. Chiedere, infatti, una dichiarazione di valore in un Paese dove magari l’ambasciata non esiste nemmeno più o da cui queste persone sono fuggite è non solo difficile, ma a volte può essere anche rischioso, perché li esporrebbe poi a possibili conseguenze".

Lo studio in Italia arriva però dopo altre esigenze basilari.
“Ci siamo resi conto che per quelli di loro che non erano a Venezia o nel Veneto bisognava anche cercare di dare loro un alloggio, l’accesso alle mense e di sostenerli in tutte quelle che sono le necessità di chiunque nella vita quotidiana. Tutta una serie di spese che, per uno studente che evidentemente non ha una rete familiare di appoggio, possono essere anche molto impegnative. Immaginate soltanto il costo dei libri di testo, che non è certo alla portata di una persona che ha un trascorso di questo genere alle spalle. Queste persone, ovviamente, non hanno quasi fonte di reddito, quindi abbiamo avviato una rete di rapporti con le istituzioni e gli enti presenti in città. Siamo riusciti appunto a offrire loro anche l’alloggio e l’accesso alle mense. La libreria universitaria si è resa disponibile a regalare dei buoni-libro. Abbiamo trovato un istituto di lingua, che offre gratuitamente dei corsi di italiano per questi studenti, perché evidentemente parlano l’italiano, essendo ormai alcuni di loro sul nostro territorio da qualche anno, ma è un italiano appreso nella maggior parte dei casi da autodidatti, senza le necessarie basi per potere poi scrivere, parlare, in un contesto universitario".

Ha qualche esempio da ricordare, in particolare?
“La studentessa serba l’anno scorso ci ha detto: ‘Io mi sono sempre sentita diversa, mi sono sempre sentita in qualche modo non a casa, anche quando ero nel mio Paese, perché venivo da un’etnia particolare, che non era quella della maggior parte dei miei compagni. Qui, finalmente, mi sono sentita a casa’. E un altro studente: ‘Qui ho recuperato il diritto al mio futuro’”.

Comunque, iniziative come questa non portano benefici solo agli studenti, ma anche all’insieme della società che li accoglie...
"Siamo di fronte a un fenomeno dell’immigrazione che ormai ha assunto diverse sfaccettature e molti degli immigrati che arrivano in Italia sono in realtà persone qualificate o persone che hanno grandi capacità. Ci troviamo, quindi, ad avere un capitale umano molto spesso sotto-valorizzato, che invece potremmo cercare di valorizzare al meglio e che avrebbe sicuramente un effetto positivo anche per la nostra società. Di questo siamo assolutamente consapevoli".

Fonte: sito Radio Vaticana (http://it.radiovaticana.va)