Università

L’università si guarda allo specchio

Il 26 e il 27 marzo all’Auditorium Santa Margherita a Venezia l’Incontro internazionale Redford per parlare della responsabilità sociale e culturale dell’università. A colloquio con Ivana Padoan, docente Ca' Foscari.
20 Marzo 2014

La responsabilità della politica e della governance, ma anche quella formativa e della ricerca, verso l’ambiente, il territorio e il mercato del lavoro, inclusa la responsabilità nei confronti di studenti, amministrazione, docenti e pubblico.
Il XIX Colloquio Internazionale Redford 2014, che si terrà il 26 e 27 marzo, dalle 9 alle 18,
Auditorium Santa Margherita a Venezia, parte proprio da qui: da “La responsabilità culturale e sociale dell’Università”.

“L’obiettivo di questo incontro internazionale, promosso dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dall’Università Cà Foscari, Redford International e il Master in Family Policies, che coinvolge l’Italia, molti paesi dell’America Latina ed europei, è di comprendere che ruolo deve e può assumere l’università nei confronti della società. Perché se l’università è parte integrante della società, allora deve essere coinvolta in modo diretto e consapevole in un’ottica di sviluppo sostenibile nella costruzione della società stessa”. A parlare è la professoressa Ivana Padoan, docente al Dipartimento di Filosofia e Beni culturali a Ca' Foscari. “La responsabilità sociale dell’università si fonda sul legame culturale che unisce indicibilmente l’università e la società. Ciò implica l’obbligo di rispondere delle proprie azioni, oggi soprattutto nel nostro paese, in modo sempre più urgente”.

Il tema portante di questa edizione è la responsabilità, sociale e culturale dell’università: che legame c’è con l’Italia promotrice di questo incontro internazionale?
“In questi anni, di grande difficoltà economica e sociale, che stanno toccando anche e soprattutto il nostro paese, interrogarsi sul ruolo che le università rivestono dal punto di vista sociale è fondamentale. Personalmente, ho voluto fortemente che questo incontro, con simili caratteristiche, e con un confronto diretto tra il modello italiano e straniero, si tenesse proprio in Italia perché il concetto della responsabilità dell’università è quanto mai importante e attuale. Diversamente, in altri paesi che fanno parte della rete Redford, anche se questa tematica è un valore aggiunto fondamentale, ci sono altre priorità e problematiche”.

Di che cosa si occupa Redford International?
“Redford è un network internazionale nato nel 1995 che si propone di sviluppare una collaborazione tra istituti di istruzione superiore, in particolare dell’America Latina e dell’Europa, su temi di interesse globale come educazione, formazione e sviluppo. Grazie a questa rete ogni anno, in diverse parti del mondo, organizziamo dei forum di dialogo internazionale, su tematiche di interesse mondiale, ma che riguardano specialmente il paese che ospita l’incontro. Lo scopo è arrivare a un confronto diretto per lavorare in sinergia su proposte comuni che riguardano non solo le università stesse, ma la società nel suo complesso, le istituzioni, le imprese, il territorio e i cittadini. Si tratta inoltre di contribuire in modo concreto alla promozione e diffusione della ricerca, di condurre studi per promuovere lo sviluppo dell'istruzione e della formazione e per garantire l'assistenza metodologica. Ma anche di dare supporto tecnico per i progetti di educazione e formazione nel contesto degli aiuti allo sviluppo e trasmettere informazioni e esperienze di interscambio nel campo di istruzione e questioni sociali”.

Un incontro in cui l’università si guarda allo specchio e si interroga sul suo ruolo?
“E’ una sfida perché molti dei temi che verranno affrontati nel corso di questo dibattito sono di difficile trattazione, ma rivestono un ruolo importantissimo per lo sviluppo la società stessa. Interrogarsi sulla governance dell’università, sul progetto politico amministrativo che vuole offrire e sul concetto di governance culturale, vuol dire prima di tutto mettere in discussione quello che c’è stato e c’è ancora oggi. Ovvero, un’università ancorata alle tradizioni, che non viene vissuta per quello che è realmente. Oggi più che mai abbiamo bisogno di produrre un modello formativo aperto, capace di accreditarsi a livello internazionale, uscendo da quelle logiche di gestione familistica tipicamente italiana, dove le iniziative sono affidate spesso ai singoli. Manca un intervento di sistema a livello ministeriale, un’interazione con il territorio, con le istituzioni, con il paese. Altri aspetti non meno importanti sono quelli legati allo scollamento tra università e mondo della scuola superiore, così come tra università e mondo del lavoro, incluso anche il ruolo che riveste oggi il dottorato di ricerca in Italia. Non c’è un protocollo di intesa che permetta una condivisione e un confronto diretto a livello nazionale. Queste sono responsabilità importanti che le università devono imparare a gestire, così come quelle legate al personale interno, dalle relazioni con gli studenti, con le famiglie e con il corpo amministrativo, fino ai docenti. Il concetto di partenza è che l’università non deve più essere un’istituzione autoreferenziale che produce cultura per se stessa, ma una parte integrante e un bene sociale indissolubilmente legato allo sviluppo e alla crescita del paese e alla formazione dei cittadini”.

Da questo punto di vista il ruolo di AlmaLaurea come può essere utile?
“AlmaLaurea ha creato una rete a livello nazionale, e internazionale, capace di offrire alle università un confronto diretto che, al di là delle statistiche, permette di avere uno sguardo ampio sulle dinamiche politiche e culturali di sviluppo, formazione, orientamento e occupazione (leggi l'intervista a Giorgio Alberti, fondatore e direttore della sede di Buenos Aires dell’ateneo bolognese dal 1999 al 2009). E’ uno strumento di autovalutazione prezioso per le università, per gli studenti, i docenti e il mondo delle imprese ed è strettamente legato al concetto stesso di responsabilità sociale e culturale del paese”.

Il programma completo del XIX Colloquio Internazionale Redford 2014 “La responsabilità culturale e sociale dell’Università”