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Ingegneri Chimici, il lavoro bussa alla porta

In occasione del Convegno “Interfaccia col mondo del lavoro degli ingegneri chimici” di AIDIC Centro, presentati a “La Sapienza” di Roma i dati AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati.
01 Aprile 2014

Altamente formati, più occupati e con una stabilità professionale superiore alla media nazionale, molti, anzi moltissimi con contratto a tempo indeterminato. I laureati magistrali in Ingegneria Chimica a cinque anni dalla laurea se la passano meglio, a parità di condizioni, della media dei loro colleghi Ingegneri e dei laureati di altri gruppi disciplinari. A dirlo sono i numeri del XVI Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati in Ingegneria Chimica che saranno presentati il 1 aprile, nel corso del Convegno “Interfaccia col mondo del lavoro degli ingegneri chimici” organizzato da AIDIC, Associazione Italiana di Ingegneria Chimica, all’Università “La Sapienza” di Roma.   

I dati AlmaLaurea, rappresentativi del complesso dei laureati nazionali, parlano da soli: a cinque anni dal titolo i laureati magistrali in Ingegneria Chimica, hanno un tasso di occupazione del 94%, quota superiore a quanto registrato dal complesso degli Ingegneri (92%) e dei laureati nazionali (82%). Anche la stabilità lavorativa è superiore alla media: raggiunge l’89% degli occupati, quattro punti in più del complesso degli ingegneri (l’85%) e ben 16 punti percentuali in più della media nazionale (il 73%). Non solo, l’82% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato, mentre il 7% ha un contratto di lavoro autonomo. Insomma, i dati AlmaLaurea possono far dormire sonni tranquilli a chi è già iscritto o intende iscriversi a Ingegneria Chimica, perché, sebbene a un anno dalla laurea ci mettano leggermente di più dei loro colleghi a ingranare la marcia giusta, a cinque anni le loro performance occupazionali decollano. Leggendo con attenzione i dati, si scopre infatti che a dettare legge dalla triennale fino a un anno dalla laurea magistrale resta l’aggiornamento delle competenze. Tra i laureati di primo livello a un anno dalla laurea ben l’82% prosegue la formazione post-laurea, contro il 55% del complesso degli ingegneri triennali. E una volta terminata la magistrale? A un anno dalla laurea lavora il 62% (5 punti in meno del totale degli ingegneri, 67%, ma 7 punti in più rispetto al 55% del totale dei laureati magistrali), ma la formazione resta comunque una priorità, partecipando, infatti, ad attività post laurea anche retribuite il 64% contro il 56% dei colleghi ingegneri.

Gioco forza, la stabilità lavorativa a un anno dalla laurea magistrale riguarda solo il 16% degli Ingegneri Chimici, valore inferiore a quanto registrato sul complesso degli Ingegneri (32%) e a livello nazionale (35%). Molto diffusi invece i contratti non standard, in particolare a tempo determinato (38% contro una media nazionale del 24%) e i contratti formativi (31%; è il 14% sul totale dei laureati magistrali).
Ma già a un anno dalla laurea, le retribuzioni sono di gran lunga superiori al livello nazionale: 1.339 euro contro i 1.038 registrati a livello nazionale (1.289 euro per il complesso degli ingegneri). E a cinque anni, si toccano i 1.839 euro, contro i 1.708 euro del complesso degli Ingegneri e i 1.383 euro del livello nazionale.

Una volta uscita dall’Università, gli Ingegneri chimici svolgono un lavoro attinente al loro corso di studi? A rispondere è ancora una volta AlmaLaurea che ha elaborato un indicatore, efficacia alla laurea, che combina richiesta formale della laurea per l’esercizio del proprio lavoro e utilizzo, nel lavoro svolto, delle competenze apprese all’università. Anche in questo caso i numeri fanno tirare un sospiro di sollievo: la laurea è efficace per il 67% degli ingegneri chimici a un anno dalla laurea magistrale, valore nettamente superiore sia a quello registrato sul complesso degli ingegneri (59%), sia a livello nazionale (44%). E a cinque anni il valore si attesta al 68%, ancora superiore sia alla media nazionale del 55% che al valore registrato sul complesso degli ingegneri (58%).

I risultati dell’Indagine AlmaLaurea offrono dei termini di confronto importanti per rispondere a una delle domanda cardine del Convegno, ovvero: nel mercato del lavoro dove si collocano gli Ingegneri Chimici?

Scopo dell’incontro è aiutare tutti gli attori della scena della formazione accademica, studenti laureandi, docenti universitari ed imprese, a migliorare la reciproca conoscenza e a individuare le opportunità di miglioramento dei rapporti nei rispettivi ruoli. “Il nostro scopo è tracciare un quadro della situazione dei laureati sia dal punto di vista formativo che occupazionale, focalizzando l’attenzione soprattutto sui laureati triennali e sulle possibilità professionali che il mercato offre a questo tipo di figure” spiega l’Ingegnere Raffaele Avella, Comitato organizzatore di AIDIC Centro. “Un modo – precisa – per guidare verso il mondo del lavoro i futuri Ingegneri, triennali e magistrali, offrendo loro un corretto inquadramento prospettico della laurea in Ingegneria Chimica, funzionale allo sviluppo progressivo delle competenze e con la possibilità di inserimento in ruoli professionali differenziati, in linea con quanto raccomandato dalla Federazione Europea di Ingegneria Chimica (EFCE)”.

 

Per informazioni sul Convegno
Sede del Convegno
Facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” Aula del Chiostro, Via Eudossiana  18, Roma
Contatti
AIDIC – Sezione Centro
Tel 06-33630041; Fax 06-33611386

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