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L’Università Milano-Bicocca aderisce ad AlmaLaurea

Con oltre 32 mila iscritti totali e 5 mila laureati all’anno l’Ateneo milanese fa salire a 65 il numero delle università italiane che fanno già parte di AlmaLaurea.
23 Maggio 2014

“Entrare nel sistema più rappresentativo a livello nazionale della situazione dei laureati per conoscere attraverso indagini attendibili, tempestive e diffuse lo stato dell’arte dell'attività formativa e la condizione occupazionale dei laureati del nostro ateneo, anche in rapporto al contesto universitario italiano”. Motiva con queste parole Cristina Messa, Rettore dell’Università Milano-Bicocca, l’ingresso del suo Ateneo in AlmaLaurea. 
Si aggiungono così alla banca dati AlmaLaurea, che raccoglie circa 230mila laureati, oltre l'80% dei laureati italiani, anche gli oltre 5mila studenti che ogni anno conseguono il titolo all'Università milanese.

Rettore, l’entrata in AlmaLaurea che vantaggi offre?
“AlmaLaurea grazie alle sue indagini rappresenta uno dei tasselli necessari alla valutazione del sistema universitario nazionale e di ogni singolo ateneo. Permette infatti al Ministero dell’Istruzione di monitorare lo stato di salute del sistema universitario nazionale, offrendo alle sue 65 università aderenti in modo tempestivo e comparato tutta una serie di dati capaci di tracciare il profilo alla laurea dei loro studenti e di misurare l'impatto che l’attività formativa ha sulla loro condizione occupazionale. L'Università Milano-Bicocca per questi motivi ha scelto di aderire al Consorzio consapevole del fatto che l'università italiana deve riacquistare un ruolo chiave nella formazione dei laureati e nel legame con il mondo del lavoro”.

L'indagine occupazionale dei laureati, a uno, tre e cinque anni dalla laurea realizzata ogni anno da AlmaLaurea è uno strumento utile alla governance dell'Università?
“L’Università di Milano-Bicocca è stata fondata nel 1998. Fin dall'inizio ha fatto della ricerca il fondamento strategico della propria attività e missione. È un ateneo multidisciplinare che forma professionisti in diversi campi: economico-giuridico, scientifico-tecnologico, medico, socio-statistico, psicologico e pedagogico. Monitorare nel tempo il contributo che la formazione universitaria garantisce ai laureati dal punto di vista occupazionale è molto importante. Perché ci permette di migliorare l’offerta didattica e di capire i profili che il mondo esterno ci richiede e, quindi, di sondare il terreno rispetto alle necessità del mercato del lavoro non solo rispetto alla realtà delle imprese, ma anche e soprattutto nei confronti del territorio”.

AlmaLaurea sta implementando il suo modello anche a livello internazionale
“Nell'ottica di diventare università europee, attrattive anche per gli studenti di altri paesi, il lavoro svolto da AlmaLaurea è rilevante. Oggi come oggi le nuove generazioni crescono con la mobilità nel Dna, quindi anche l'attività formativa deve diventare internazionale. La nostra Università lo sta facendo da tempo grazie alla sua ampia offerta didattica, articolata in 66 corsi di studio, 1 Scuola di dottorato e 37 Scuole di Specializzazione. La ricerca si svolge in 16 Dipartimenti, 2 Centri di Eccellenza e 39 Centri di Ricerca. I laureati sono oltre 5 mila all'anno, 32 mila gli iscritti totali, e di questi il 5.6 per cento è straniero. Nel ranking Times Higher Education 2014 dedicato alle cento università con meno di 50 anni l’Università di Milano-Bicocca si è classificata al 21° posto nel mondo, prima in Italia”.

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