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“AlmaOrièntati è un modello per l’orientamento”

Conoscere per deliberare e costruire il proprio futuro partendo dall’orientamento. Parla Paolo Grasso, direttore dei servizi agli studenti dell’università di Modena e Reggio Emilia.
18 Giugno 2014

Un migliore orientamento porta a una migliore riuscita negli studi. È l’equazione perfetta che a parità di condizioni di partenza conduce gli studenti ad acquisire più crediti formativi fin dal primo anno degli studi universitari. AlmaLaurea lo ribadisce da anni e per questo ha creato AlmaOrièntati. “La cultura dell’orientamento in passato ha avuto nei fatti scarsissimo appeal. Oggi, grazie all’interessamento dell’Unione Europea e del Ministero dell’Istruzione, anche gli atenei e i docenti universitari cominciano a ritenerlo una realtà strategica”. Lo spiega Paolo Grasso, direttore dei servizi agli studenti dell’università di Modena e Reggio Emilia, nel corso del suo intervento all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo scorso 29 maggio, alla presentazione della XVI indagine di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati.

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“La somministrazione di questionari, come quella realizzata con AlmaOrièntati, permette di ottenere una quantità di dati importante e conseguentemente di poter indirizzare studenti, scuole di appartenenza e i servizi di tutorato all’interno delle università” continua Paolo Grasso. 
L’orientamento andrebbe però potenziato, anche perché il tasso di abbandono al primo anno degli studenti universitari italiani è nettamente superiore rispetto alla media europea. 
“Il Ministero dell’Istruzione e le università devono trovare un’unica strada sulla quale investire e - conclude Grasso - il modello base è sicuramente AlmaOrientati di AlmaLaurea”.