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L’Italia raccontata agli italiani

La rivista Il Regno, quindicinale d’informazione e dibattito culturale, sociale e religioso, sta per compiere 60 anni. A colloquio con il direttore responsabile, Gianfranco Brunelli
18 Giugno 2014

Un mediatore culturale e un terreno di dialogo: Il Regno, la rivista edita dal Centro editoriale dehoniano di Bologna, nata nel 1956, è un quindicinale di attualità e documentazione cattolica, stampato in quasi 10 mila copie, con un’ampia diffusione nel mondo ecclesiale e fra il laicato cattolico più vivace. Non ha distribuzione nelle edicole, ma si trova nelle principali librerie. “Si tratta di una rivista che offre una visione critica, approfondita e autorevole delle grandi trasformazioni e rivoluzioni sociali, religiose, culturali, economiche e politiche che hanno e stanno attraversato il paese. E lo fa attraverso il dialogo, il confronto e la voce di massimi esperti a livello nazionale e internazionale”. A parlare è il direttore responsabile, Gianfranco Brunelli, analista politico, profondo conoscitore di tematiche religiose, che ha collaborato con numerose testate nazionali. In carica dal 2011 e in redazione dal 1981, Brunelli ha ricoperto il ruolo di caporedattore per la sezione di Attualità e di vicedirettore; con lui compongono la redazione dodici collaboratori.

La rivista Il Regno, storico quindicinale d’informazione e dibattito culturale, sociale e religioso, è nata in Italia nel 1956. Qual era il suo obbiettivo?
“La rivista sta per compiere 60 anni, ed è nata con lo scopo di raccontare non solo la vita della chiesa in Italia e nel mondo, ma anche la storia dell’Italia agli italiani, e i cambiamenti che ci sono stati nel rapporto tra gli italiani e le istituzioni e quindi anche tra gli italiani e la chiesa stessa. Nelle nostre pagine nel corso di tutti questi anni abbiamo affrontato le grandi trasformazioni e rivoluzioni sociali, religiose, culturali, economiche e politiche che hanno attraversato il paese, direttamente e indirettamente. Con una definizione, possiamo dire che Il Regno è “la rivista del dialogo”, dove i massimi esperti di politica, religioni, antropologia, economia, storia e teologia offrono approfondimenti, spunti di dibattito e di riflessione su temi di capitale importanza in Italia e nel resto del mondo”.

A che serve oggi una rivista come il Regno? Oggi con il web abbiamo tutto. Vale ancora il discorso di ieri?
“Tutto, tutto. Niente, niente. Non sto parafrasando Albanese. Ma tutto, tutto, rischia di essere niente, niente. Avere a disposizione in tempo reale tutte le informazioni possibili è una ricchezza incomparabile. Poi però bisogna interpretare, saper sapere. Allora servono i mediatori culturali, ma devono essere seri, affidabili, pluralisti. Rimane necessario confrontarsi con piste di ricerca diverse.
Il Regno serve a non essere soli. Serve a condividere analisi, valutazioni, interpretazioni, a conoscere nuove fonti, spesso inedite. Poi uno sceglie”.

Una “rivista di pensiero e d’informazione” quindi, focalizzata non solo su tematiche religiose, ma che offre altri approfondimenti? Il Regno-attualità; il Regno-documenti: di che cosa si tratta?
“Dopo il Concilio Vaticano II, abbiamo scelto di dare conto di tutti i cambiamenti che hanno attraversato l’Italia e la scena internazionale. Abbiamo scelto di farlo utilizzando una formula editoriale originale, cui la rivista è rimasta fedele nel tempo. Il Regno – attualità: esce il 15 di ogni mese e contiene articoli, informazioni, interviste, rubriche, saggi e studi sull’attualità religiosa in Italia e nel mondo, ma anche approfondimenti importanti sulle grandi questioni. Da quelle ecclesiologiche legate al post-concilio Vaticano II, alla contestazione, all’ecumenismo, alle grandi religioni (dall’islam all’ebraismo), dalle riflessioni filosofiche e antropologiche a quelle storiche come la caduta del Muro di Berlino, fino ai grandi dibattici sul rapporto tra fede-scienza, tra informazione e cultura, tra morale e diritti civili. Da vent’anni poi pubblichiamo un volume annuo sulla Chiesa in Italia, fatto di dati statistici e di informazioni dettagliate su tutti gli organismi locali e nazionali”.

A questo si aggiunge Il Regno - documenti 
“Esce i primi del mese e offre un servizio di documentazione, unico in Italia, un archivio del passato e del presente che raccoglie i documenti che hanno portato ai grandi cambiamenti della storia. I più rilevanti testi del magistero pontificio, dei vescovi italiani e stranieri, di singoli autori, organizzazioni ecumeniche e altri organismi internazionali, in versione italiana integrale con brevi presentazioni e contestualizzazioni: un panorama selezionato e organico delle voci più rilevanti della Chiesa cattolica e delle altre Chiese per offrire a studiosi, ricercatori e storici delle fonti dirette di ciò che avviene ed è avvenuto dentro e fuori dalla chiesa. Un esempio. Oggi tutti sanno chi è papa Francesco. Ma ancora oggi se uno vuole leggere il suo scritto più importante, il documento finale dell’Assemblea di Aparecida del 2007, deve andare su Il Regno per trovarlo. L’unica traduzione è la nostra”. 

All’interno de Il Regno si sollevano riflessioni sulla chiesa, sulla politica, sulla filosofia, sulle altre religioni e culture, per offrire anche alle nuove generazioni uno strumento di dialogo e apprendimento?
“La nostra rivista si occupa di tematiche religiose ma offre una comprensione laica delle problematiche affrontate, ampia e approfondita. Oggi stiamo vivendo una serie di importanti cambiamenti di cui non tutti sono consapevoli, e che interesano tutti gli aspetti della nostra vita sociale, culturale, politica e religiosa. Stiamo diventando prima di tutto un paese multietnico, ma anche multiculturale e multireligioso: e questo sta portando a delle trasformazioni profonde all’interno del nostro sistema di istruzione, ma anche all’interno dei costumi e delle tradizioni del nostro paese. Aspetti che non possiamo ignorare, così come il lento ma progressivo cambio generazionale che sta avvenendo, in modo non indolore, all’interno delle roccaforti del potere. 
A cui fa seguito anche un mutamento profondo degli aspetti valoriali: sempre meno razionali e sempre più improntati sul lato estetico e sensibile. In questo contesto, e per muoversi all’interno di un sistema di sovrainformazione, le nuove generazioni hanno prima di tutto bisogno di un mediatore culturale – ogni generazione ha avuto il suo –, capace di selezionare i grandi vettori dei cambiamenti che stanno avvenendo, accompagnati da riflessioni, approfondimenti, riferimenti con il passato”.