Lavoro

“Con Fico valorizziamo la cultura italiana”

“E curiamo, anche grazie a AlmaLaurea, la malattia della disoccupazione”. A colloquio con Tiziana Primori, vicepresidente di Eataly.
25 Giugno 2014

Saranno circa cinquemila tra ricercatori e addetti a ristorazione, coltivazione, accoglienza, trasporti e commercio, le persone che troveranno posto all’interno di Fico, la Fabbrica italiana contadina targata Eataly e Caab (Centro agroalimentare di Bologna), che entro il 2015 nascerà sotto le Due Torri. Sarà un parco di ottantamila metri quadri che celebrerà l’eccellenza agroalimentare italiana. 

“La Fabbrica italiana contadina è un progetto completamente innovativo, finalizzato a valorizzare il nostro ‘petrolio’, che è la nostra storia fatta di cultura, enogastronomica e artistica” dice Tiziana Primori, vicepresidente di Eataly e direttore sviluppo e gestione delle società partecipate di Coop Adriatica. 

Fico, insieme al progetto Petroleum della Fondazione Obiettivo Lavoro, alla cui presentazione era presente anche la Primori, sarà una delle possibili cure alla “malattia disoccupazione” che colpisce i giovani italiani. Una malattia di cui AlmaLaurea periodicamente fa la diagnosi attraverso le sue indagini sulla condizione occupazione del laureati. “Tutti gli strumenti di raccolta e di condivisione sono indispensabili in questo momento – continua Tiziana Primori –, perché sono trasversali rispetto alle singole conoscenze e ci permettono di attingere da bacini diversi”.

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