Lavoro

Quando cercare lavoro diventa un lavoro

Laureata magistrale in marketing dell’innovazione e con la conoscenza di cinque lingue, Elisa Fabbri, 28 anni, per portare avanti la sua passione, ha aperto la partita iva, ma i “guadagni sono al limite della sopravvivenza”.
18 Luglio 2014

“Tornassi indietro forse studierei lingue orientali: se guardo alle esperienze professionali che ho fatto dopo la laurea, penso che in molti casi mi sarebbe bastato il diploma. Ringrazio di aver studiato inglese, francese, spagnolo, e anche russo e portoghese. Grazie a queste conoscenze ho trovato dei lavori”. Elisa Fabbri, classe ’85, laurea magistrale in Scienze Politiche all’ateneo di Bologna con indirizzo in Marketing dell’innovazione, dopo gli studi universitari, pancia a terra, si è impegnata per trovare la professione della sua vita, ma la crisi e lo stallo del mercato del lavoro nazionale non l’hanno aiutata. “Si parla tanto di incentivare lo spirito di iniziativa dei giovani, lo spirito imprenditoriale, ma alla fine ti costringono a sognare sempre e solo un contratto a un tempo indeterminato” chiosa amara Elisa.

Il sogno della tua vita: laurearsi per…?
“Lavorare nell’organizzazione eventi. E dopo la laurea sono partita in quarta, ho seguito uno stage di tre mesi in un’agenzia di comunicazione e poi spinta dell’entusiasmo e dal coraggio ho aperto la partita iva: ho incominciato passo dopo passo a collaborare all’organizzazione di fiere, soprattutto nell’ambito delle fiere sposi, ma anche manifestazioni ed eventi musicali a livello regionale. Mi piaceva molto e facevo tutto con molto impegno e dedizione.  E in più ero preparata anche in campo linguistico, benissimo spagnolo, inglese e francese, e poi russo e portoghese. Certo, svolgevo anche altre attività correlate per arrotondare. Spesso lavoravo oltre le dodici ore al giorno, pagandomi tutte le trasferte, pc, telefono, e il necessario, con rischi altissimi e guadagni bassissimi.  Alla fine, tra tasse e spese, se tutto andava bene, ci andavo pari. Quindi, fatti due conti, e dopo un anno e mezzo di tentativi, ho scelto di chiudere l’attività libero professionale e ho cominciato a cercare altro”.

Rinunciare a fare quello che si è studiato per tanti anni, non è facile 
“Per nulla, anzi, è mortificante, ma non potevo permettermi di lavorare in perdita e pagare più tasse di quanto guadagnavo. In questo settore, come in molti altri legati al mondo della comunicazione e al marketing, spesso si sfruttano le persone, si è sottopagati e non ci sono forme contrattuali alternative. Così, da sognatrice con la grinta di sfondare, ti ritrovi a 28 anni ad aspirare a un posto fisso da dipendente che ti tuteli, o come fanno molti altri giovani, a cercare lavoro all’estero, insieme a guadagno e carriera. Bel modo di incentivare lo spirito imprenditoriale dei giovani”. 

Nel 2012 sei entrata in Unicredit
“Mi hanno selezionata per una sostituzione estiva, ho lavorato da giugno a ottobre in un Unicredit. Mi occupavo di assistenza alla clientela e operatività di cassa. L’aspetto che preferivo di questo lavoro, messo in evidenza come il mio miglior pregio anche dal direttore, era il dialogo coi clienti perché solo sapendo ascoltare si può offrire loro un servizio efficiente e vicino alle loro aspettative. In questo senso, credo che il rapporto umano sia in tutto e per tutto un valore, ecco perché sono contraria all'abolizione della figura del cassiere, senza contare che così facendo si tolgono tanti posti di lavoro. Ero molto contenta dell’ambiente e del lavoro e mi avrebbero anche tenuta, ma purtroppo alla fine non è accaduto”.
 
Dopo questa esperienza …
“Da allora sono in cerca, svolgo lavori salutari, ripetizioni, attività di segreteria e insegno le lingue straniere, un patrimonio che mi è servito molto e che mi permette anche in questi momenti di crisi nerissima, di lavorare un po’. Tutte le mie speranze e i miei sogni sono finiti in fondo al cassetto. Non c’è giorno che non invii CV per posizioni attinenti al mio profilo e alle esperienze che ho fatto soprattutto in campo bancario, perché l’ambito dell’organizzazione eventi, oltre che estremamente difficile, è molto deludente. Ultimamente sto facendo diversi colloqui, sebbene per posti da segretaria o per tradurre e correggere bozze: pare che questo sia ciò che si intende per "fare marketing" oggi, oltre che rispondere a un call center! Sono ruoli per cui mi sarebbe bastato il diploma di maturità ma al momento il mio unico desiderio è quello di non dover cercare lavoro per almeno sei mesi poiché la ricerca sta diventando il lavoro”.