Lavoro

Studio legge e divento social media manager

La storia di Lucia Ferrazzano, che dopo aver concluso gli studi in Giurisprudenza a Bologna, grazie ad AlmaLaurea ha svolto uno stage e ora lavora a Milano per una grande agenzia pubblicitaria.
24 Luglio 2014

Ventinove anni, nata a Termoli e cresciuta a Lesina, in provincia di Foggia, Lucia Ferrazzano è una social media manager con una formazione molto particolare: ha infatti studiato Giurisprudenza all’Università di Bologna. Dopo la laurea, ha deciso però di cambiare strada e di tentare di entrare nel mondo della comunicazione. Grazie ad AlmaLaurea, il suo curriculum è arrivato a una web agency di Bologna, dove Lucia ha fatto un tirocinio formativo di sei mesi, per poi iniziare a lavorare con regolare contratto. “Se non avessi iniziato lo stage tramite AlmaLaurea ora sarei nel 24% dei laureati in Giurisprudenza che non hanno lavoro”, spiega. Ora Lucia lavora per una grande agenzia pubblicitaria di Milano: è una social media manager e gestisce la strategia di comunicazione di varie aziende e la loro identità digitale, in particolare sui social network. Le doti fondamentali per fare questo lavoro? “Una notevole capacità di apprendimento e una grande creatività”.

Dopo esserti laureata in Giurisprudenza come ti sei mossa nel mondo del lavoro?
“Ho sempre avuto un po’ di dubbi sul fatto che fare l’avvocato fosse davvero la mia vocazione. Allora, anziché mettermi subito a lavorare in uno studio legale, ho deciso di fare un tirocinio formativo postlaurea in un settore che non era il mio. Ho pensato: 'Se mi piace allora mi lancio'. Altrimenti avrei potuto sempre riprendere in mano la mia laurea e cominciare la carriera da avvocato. A quel punto ho fatto un’attenta ricerca di aziende della comunicazione, che era il settore che mi incuriosiva. Sono stata fortunata, perché grazie anche ad AlmaLaurea il mio curriculum si è diffuso molto velocemente e sono stata chiamata per diversi colloqui”.

Alla fine dove hai svolto lo stage?
“In una web agency che si chiama Dr. O-one. Il mio capo, Cecilia Pedroni, già dal colloquio era molto entusiasta, le sono piaciuta moltissimo anche se non avevo studiato comunicazione. E in effetti ha avuto ragione: il tirocinio è andato molto bene, fin dall’inizio. All’inizio ho provato a fare un po’ tutto all’interno dell’agenzia, poi ho capito qual era la strada per cui ero più portata, così sono diventata community manager. Da subito mi è stato affidato un cliente abbastanza importante, che nel giro di poco tempo ha accresciuto molto la sua popolarità sui social e sul web in generale. Stavo facendo un buon lavoro, tanto che alla scadenza del periodo di stage mi è stato offerto un contratto”.

E come sei diventata social media manager?
“Dopo 2 anni e mezzo di lavoro alla Dr. O-one, mi sono arrivate due proposte da Milano. Una di queste era particolarmente interessante, così nell’aprile del 2013 ho accettato e mi sono trasferita. Ora lavoro per una grande agenzia pubblicitaria, la Dlv BBDO”.

Di che cosa ti occupi nel tuo lavoro?
“Il Social Media Manager è una figura professionale che lavora sui social network. Gestisce i profili social delle aziende o dei marchi su questi canali di nuova generazione, sviluppa la strategia di comunicazione e imposta i contenuti, lavorando fianco a fianco ad altre figure come i creativi e il planner. Costruisce o riposiziona l’identità di un brand in base alle singole esigenze, instaurando un rapporto di fiducia con il cliente. Il suo scopo è generare conversazioni, far aumentare le visite e le interazioni degli utenti sui profili che gestisce per le aziende. Una caratteristica fondamentale per fare questo lavoro è naturalmente conoscere e saper utilizzare tutti i social network.”

Come hai acquisito le competenze da social media manager?
“La mia più grande lacuna riguardava la parte tecnica. Conoscevo i social network solo da utente, ignorando completamente tutta la parte di analisi dei dati, di approccio agli utenti, di gestione delle community. Le uniche doti di cui disponevo erano una notevole capacità di apprendimento e una grande creatività: è da qui che sono partiti i miei capi per formarmi quando ho iniziato il tirocinio. Poi, appena ho capito come funzionava il mio lavoro, mi sono mossa da sola proponendo varie innovazioni”.

Se potessi tornare indietro studieresti ancora Giurisprudenza?
“Sinceramente sì. Lavorando dentro al mondo della comunicazione, ho capito che tante cose si possono imparare attraverso la pratica e grazie a una grande forza di volontà. Invece Giurisprudenza offre una base solida, che non potrebbe essere appresa in nessun altro modo. Non basterebbe un apprendistato”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Vorrei crescere professionalmente nel mio settore, entrando ancora più profondamente all’interno dei suoi meccanismi. Quello che mi manca ancora è un’esperienza all’estero e magari un’esperienza in azienda. Ma è ancora presto per pensarci, per il momento voglio ringraziare le persone con cui ho lavorato, che mi hanno dato la possibilità di diventare la persona che sono”.