Lavoro

Sette... competenze trasversali

“Dal team working alla comunicazione efficace: le università offrono le soft skills che servono per entrare nel mondo del lavoro”. E' la percezione dei neolaureati analizzata da AlmaLaurea.
29 Luglio 2014

Problem solving, team working, analisi e sintesi, autonomia di giudizio, comunicazione efficace, lifelong learning, intraprendenza. Sono le skills trasversali, quelle che le aziende chiedono, che i laureati cercano e che le università dovrebbero fornire. E sono proprio queste competenze, soprattutto in Italia, ad essere uno dei principali oggetti di dibattito tra mondo del lavoro e formazione. Le imprese ritengono infatti che le università offrano ai laureati sì una buona preparazione disciplinare specifica, ma poche, pochissime skills trasversali. Ma i laureati non la pensano allo stesso modo: anzi, grazie ad un’indagine ad hoc, che ha analizzato la loro percezione al termine del corso di laurea, queste competenze gli studenti ammettono di averle eccome. E a fornirle, secondo loro, sono proprio le università. A dirlo sono i risultati di uno studio realizzato in collaborazione con esperti di risorse umane, docenti universitari, imprenditori, da Unioncamere/Excelsior, AlmaLaurea, Università di Genova e Fondazione Giovanni Agnelli. 
L’indagine, presentata in occasione del XVI Profilo dei laureati AlmaLaurea, mira infatti a fornire alle università indicazioni utili per tarare la loro organizzazione didattica, programmazione e gestione delle proprie attività tenendo conto delle competenze trasversali, ovvero in base ai quei quid richiesti dalle aziende. Quid che i neolaureati intervistati, oltre 43mila della prima sessione di laurea del 2013, sono certi di possedere, e con un valore nettamente positivo per tutte le sette competenze trasversali (definite a partire da un più vasto gruppo presente nella ricerca europea Tuning).  

All’interno del questionario di rilevazione AlmaLaurea, somministrato alla vigilia del conseguimento del titolo, sono state infatti introdotte alcune domande per indagare la percezione dei neolaureati in merito alla capacità del corso di laurea - appena concluso - di fornire competenze trasversali. In testa troviamo con una percentuale superiore al 90% skills, come analizzare e sintetizzare informazioni (95%), apprendere in maniera continuativa, formulare giudizi in autonomia (93%) e comunicare efficacemente (92%). A seguire con un valore di poco inferiore al 90%, risolvere i problemi (89%), essere intraprendenti (85%) e lavorare in gruppo (76%).

Entrando più nel dettaglio si scopre che la percezione varia anche in base al genere: per le donne ci sono apprendere in maniera continuativa e comunicare efficacemente, per gli uomini al contrario problem solving, autonomia di giudizio.

Ma le soft skills si differenziano anche in base all'area disciplinare: così risolvere problemi e team working sono appannaggio, sempre in base alla percezione dei neolaureati, dei corsi che afferiscono all'area scientifica e tecnica, mentre autonomia di giudizio e comunicazione efficace all'area umanistico letteraria.

In generale, inoltre, la percezione delle soft skills è più elevata tra i laureati di secondo livello rispetto a quelli di primo livello e tra i laureati in atenei del Centro-Sud rispetto a quelli del Nord.

Altro dato fondamentale rilevato nell’indagine è la diffusione delle modalità didattiche interattive, per capire se oltre all'approccio tradizionale, e al di là di stage e tirocini, i laureati abbiano frequentato nel corso dei loro studi approcci didattici che presuppongono un intervento diretto da parte degli studenti, come attività di laboratorio e pratiche, gruppi di lavoro, relazioni orali. Fattori che, secondo il gruppo di lavoro, influiscono in modo positivo sullo sviluppo delle soft skills. Tesi confermata dai dati: dall’indagine emerge infatti che all’aumentare della diffusione di tali approcci didattici tra gli studenti, aumenta anche la percezione che il corso di laurea appena concluso abbia fornito tutte le sette competenze trasversali rilevate.