Corsi post laurea

“La sostenibilità è sempreverde”

Nuova edizione per il master di secondo livello in Architettura bioecologica e innovazione tecnologica per l’ambiente organizzato dall’Università di Firenze con il Centro Abita. Iscrizioni entro il primo ottobre.
15 Settembre 2014

Un corso per formare specialisti della sostenibilità a 360 gradi, dall’architettura all’ingegneria e all’ambiente. È il master di secondo livello in Architettura Bioecologica e Innovazione Tecnologica per l’Ambiente (ABITA), organizzato dall’Università di Firenze e dal Centro Abita. “Il tema della sostenibilità è sempreverde – spiega il professor Marco Sala, direttore del centro Abita e coordinatore del corso post-universitario –. Quest’anno ci concentreremo su due settori molto innovativi, quello delle costruzioni in legno e quello delle smart city”. Il master si articola in sette moduli formativi seguiti da un tirocinio presso un’azienda del settore, in Italia o all’estero. “Grazie allo stage, le imprese hanno la possibilità di conoscere i giovani che lavorano con loro e, se il riscontro è positivo, è probabile che avvenga l’assunzione” aggiunge il professore. Il tasso occupazionale dei giovani formati dal master Abita è sempre stato negli anni molto alto, intorno al 90%. Iscrizioni entro il primo ottobre.

Professore Sala, da quanto è attivo il master?
“Quest’anno siamo giunti alla dodicesima edizione: la nostra forza è la continuità. A volte i master nascono seguendo le mode del momento, ma poi fanno molto in fretta a sparire. La nostra esperienza dimostra invece che il tema della sostenibilità è sempreverde. Ogni edizione ha circa 20-25 iscritti, che conoscono e dialogano anche con gli studenti delle annate precedenti. Si crea così uno scambio fruttuoso e una rete di contatti utile nel settore. Attenzione, però: non si è trattato di 12 edizioni uguali. Ogni anno vengono apportate delle modifiche alla luce dell’evoluzione del contesto e delle nostre esperienze”.

Cos’ha di particolare l’edizione di quest’anno?
“Due settori sono particolarmente valorizzati: quello delle costruzioni in legno, per interventi nuovi ma anche per ristrutturazioni, e quello delle smart city. Si tratta di temi molto attuali, che in questa edizione saranno approfonditi in due moduli appositi. Inoltre, la novità di quest’anno è l’attivazione del master in modalità e-learning in lingua spagnola, che abbiamo voluto specificatamente per il mercato sudamericano. Questa idea è nata perché negli anni abbiamo avuto diversi studenti sudamericani che si iscrivevano al nostro corso: in America latina c’è grande sensibilità verso il tema dell’architettura sostenibile. Ma non tutti potevano permettersi di trasferirsi in Italia per studiare, e così è stato creata questa possibilità”.

Come si articolano le lezioni?
“Il master è suddiviso in sette moduli formativi: oltre ai due già citati, si studierà architettura sostenibile e recupero edilizio, certificazione energetica, progettazione dei sistemi fotovoltaici e solare termico, analisi delle performance ecologiche e illuminazione naturale e artificiale. Il modulo è un’unità didattica che dura mediamente tre settimane, al termine della quale viene effettuata una prova di verifica. Gli studenti hanno anche la possibilità di svolgere un modulo in una delle università estere appartenenti al consorzio interuniversitario di cui fa parte anche il centro Abita: tra queste, la London Metropolitan University nel Regno Unito, l’Université de La Rochelle in Francia, l’Unidad Tecnica de Cataluña in Spagna e la National and Kapodistrian University of Athens in Grecia”.

Ci saranno anche attività pratiche?
“Verranno organizzate visite guidate a edifici significativi, nei cantieri e pure nelle imprese per conoscerne i cicli di lavorazione. A marzo dell’anno prossimo, inoltre, gli studenti faranno un viaggio studio di circa 5 giorni in Europa, per visitare architetture significative e aziende di punta”.

Che tipo di figure vengono formate?
“Si tratta di veri e propri specialisti della sostenibilità. Ognuno capirà poi come adattare queste competenze al proprio bagaglio culturale. Il master è infatti indirizzato a studenti provenienti da diversi corsi di studio: architettura, ingegneria, pianificazione territoriale e urbanistica, scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio, ma anche agraria. La sostenibilità è un processo trasversale”.

Sono previsti stage?
“Sì, è previsto un tirocinio della durata di 3-4 mesi da svolgere presso aziende, studi professionali, enti pubblici o privati, sia in Italia che all’estero. Alcuni dei nostri studenti che hanno svolto lo stage a Londra sono rimasti là a lavorare. Se un’azienda è in crescita e il ragazzo lavora bene, è probabile che si passi all’assunzione. Si tratta di giovani già formati e altamente specializzati: conviene anche alle imprese tenerseli stretti”.

Che sbocchi lavorativi offre il master?
“I nostri studenti possono essere impiegati in svariati campi: nella formulazione di progetti europei, nell’architettura ambientale, nelle ristrutturazioni energetiche, nelle tecnologie del legno, degli isolamenti, nella produzioni di impianti a risparmio energetico… Il tasso occupazionale dei giovani formati dal master Abita è molto alto, circa il 90%”.

 

Master di II livello in Architettura Bioecologica e Innovazione Tecnologica per l’Ambiente
Centro ABITA – Università di Firenze
Coordinatore: professor Marco Sala
Dati relativi all’edizione 2014/2016
Sede del corso: Firenze
Numero di iscritti: massimo 50
Durata: novembre 2014 – aprile 2016
Lingua: italiano
Stage: sì
Presentazione delle domande: iscrizioni entro l’1 ottobre 2014
Costo: 6.000 euro
Borse di studio: 1 borsa ogni 10 iscritti
Per informazioni:
E-mail: centro@abita.unifi.it
Sito web: www.centroabita.unifi.it/CMpro-v-p-144.html