Corsi post laurea

Al via il master in Sistemi di trasporto spaziale

Intervista al professore Mauro Valorani, coordinatore scientifico del master di secondo livello in Sistemi di trasporto spaziale (Sts) dell’Università La Sapienza di Roma. Iscrizioni aperte fino al 31 ottobre.
24 Settembre 2014

Lezioni altamente specializzanti, visite presso i maggiori centri di ricerca europei, incontri con esperti del settore e stage presso enti ed agenzie spaziali. È questa la ricetta del master in Sistemi di trasporto spaziale (Sts), organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. “È un percorso studiato ad hoc per preparare giovani laureati in ingegneria ad entrare nel settore spaziale con ruoli manageriali e svolgere compiti di ricerca e sviluppo tecnologico relativi alla progettazione, produzione e commercializzazione di lanciatori e veicoli spaziali”, spiega Mauro Valorani, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale e coordinatore scientifico del master Sts. Il corso propone sei mesi di lezioni frontali suddivise in quindici moduli, a cui seguono altri sei mesi di tirocinio in un’azienda del settore, retribuiti delle aziende stesse. “Le imprese con cui collaboriamo hanno interesse a formare ingegneri con competenze molto specifiche, per poi farli entrare all’interno del loro organico. Molte borse di studio, con cui vengono coperti i costi dell’iscrizione di quasi tutti gli allievi ammessi, sono messe a disposizione delle stesse aziende”. Il master, giunto alla tredicesima edizione, si rivolge a laureati in ingegneria meccanica e aerospaziale, robotica, delle telecomunicazioni, o ingegneria elettronica, elettrica o informatica. Quest’anno le iscrizioni sono aperte, anche per gli studenti stranieri, fino al 31 ottobre.

Professor Valorani, come si articola il percorso formativo del master Sts?
“Nei primi sei mesi il percorso di studi prevede lezioni frontali, erogate in lingua inglese, divise in quindici moduli, ciascuno dei quali affronta una particolare tematica. Ogni modulo, che si conclude con una prova scritta finalizzata alla verifica delle conoscenze acquisite, fornisce un certo numero di crediti formativi Ects (European credit transfer system), riconosciuti in tutta Europa. Successivamente sono previste attività di training presso centri di ricerca e stage aziendali”.

Da chi è composto il corpo docenti?
“Circa la metà della formazione in aula è erogata da professori della Facoltà di Ingegneria civile ed industriale de La Sapienza. Il resto delle lezioni e delle conferenze, utili per l’approfondimento di argomenti specifici, è invece affidato ad alcuni dei principali esperti nel settore, europei, americani e russi. Quest’anno saranno nostri docenti il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea Jean Jeacques Dordain e il direttore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa in California Charles Elachi. Gli anni passati abbiamo avuto anche Charles Bolden, l’attuale amministratore generale della Nasa”.

Quali altre attività sono previste?
“Un intensive programme della durata di cinque settimane. Immediatamente dopo le lezioni, gli studenti svolgono un periodo di training, con attività di durata settimanale, in diversi centri di ricerca spaziale in Europa, come ad esempio il Cira a Capua, il Dlr a Lampolldshausen in Germania, il Cnes, l’Onera, e Safran/Snecma a Parigi, l’Esa/Estec a Noordwijk in Olanda, l’Isae-Omera a Tolosa e il Vki a Bruxelles. Da anni per gli allievi è stata organizzata, grazie ai contributi di Esa e Arianespace, una visita tecnica alla base spaziale di Kourou, nella Guyana Francese, che ospita i tre principali sistemi di lancio europei, Ariane 5, Soyouz, e Vega”.

Lo stage in cosa consiste?
“Si tratta di un tirocinio di sei mesi, retribuito, dove gli studenti realizzano un ‘project work’ che poi costituirà la tesi finale del master, da presentare alla fine dell’anno. Gli stage vengono attivati presso agenzie spaziali, industrie aerospaziali o enti di ricerca. Collaborano con noi tutte le principali imprese del settore: molte si trovano in Italia, come ad esempio Aerosekur, Avio, Cgs, Elv, Thales Alenia Space, Vitrociset, ma abbiamo da anni avviato stage anche con aziende e centri di ricerca di tutta Europa, tra cui Airbus e Cnes”.

Che sbocchi lavorativi offre il master?
“E’ bene sottolineare l’importanza della componente di internazionalizzazione che offre questo tipo di percorso formativo. Inoltre, non è da sottovalutare nemmeno il placement: eseguiamo indagini periodiche per comprendere dove e come siano impiegati i nostri studenti. Al termine del master, più del 50% dei frequentanti è occupato nel settore spaziale o in uno affine. L’interesse dimostrato dalle imprese che collaborano con noi è quello di formare ingegneri sistemisti del proprio settore e di verificarne le capacità sul campo. Molto spesso avviene che le aziende, a conclusione del tirocinio, decidano di confermare il posto a chi ha lavorato bene. Si sono anche verificati casi in cui gli studenti siano stati assunti prima del completamento del corso. Il miglior risultato ottenuto dal master è senza dubbio quello legato al progetto del lanciatore Vega, sviluppato dall’Agenzia spaziale italiana in collaborazione con l’Esa per il lancio in orbita di satelliti fino a 1,5 tonnellate, alla cui realizzazione hanno contribuito molti dei nostri ex-studenti”.

 

Master di II livello in Sistemi di Trasporto Spaziale
Facoltà di Ingegneria civile e industriale – La Sapienza Università di Roma
Direttore: professor Marcello Onofri
Coordinatore scientifico: professor Mauro Valorani
Dati relativi all’edizione 2014/2015
Sede del corso: Roma
Numero di iscritti: massimo 20
Durata: novembre 2014 – dicembre 2015
Lingua: inglese
Stage: obbligatorio
Presentazione delle domande: entro il 31 ottobre 2014
Costo: 4.500 euro
Borse di studio: sì (messe a disposizione delle aziende sponsor, che partecipano alla selezione)
Per informazioni:
E-mail: mastersts@uniroma1.it
Sito web: www.stsmastercourse.eu