Lavoro

Imprese e università: la sinergia del futuro

AlmaLaurea presenta il suo modello al forum internazionale “Universities, Businesses & Co.: Together we can”, organizzato dalla CE in collaborazione con la CRUI, a Roma il 2 e il 3 ottobre.
30 Settembre 2014

Cooperazione tra mondo delle imprese e università, un vantaggio per tutti. Se ne parla a Roma, al Centro Conferenze Fontana di Trevi (Piazza della Pilotta, 4) il 2 e 3 ottobre, al Forum internazionale “Universities, Businesses & Co.: Together we can. Strategic Inter-sectorial Partnerships for Economic and Social Change and Growth”. Il meeting, incluso nel programma ufficiale della Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, vede la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, accademici e imprenditori, riuniti per rimarcare la necessità e l’importanza di una cooperazione sempre più stretta tra mondo accademico e imprese attraverso una serie di azioni: dalla formazione di laureati altamente qualificati agli stage di ricerca applicata, dai programmi di doppia laurea all'aggiornamento dei dipendenti all’interno delle aziende fino alla formazione permanente.

Alla base delle tavole rotonde organizzate nel corso del Forum, la convinzione che la prosperità delle economie di tutto il mondo dipenderà in modo sempre più inscindibile dallo sviluppo e dall’integrazione di conoscenze differenti e quindi dalla formazione, intesa come motore dell'innovazione e della crescita. Perché “Siamo in periodo di carestia, è vero, ma non dimentichiamo che anche in periodo di carestia, il contadino taglia su tutto ma non sulla semina. E la semina deve essere effettuata con la dovuta cura: Plutarco ripeteva 'I giovani non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere'”.
A citare lo scrittore e filosofo dell’antica Grecia è il professore Andrea Cammelli, Direttore e Fondatore AlmaLaurea, che interviene al Forum, il 2 ottobre, alla Tavola rotonda “Le skills più importanti per il 2020: ci sono laureati attrezzati per avere successo nel futuro mondo globale?”. L’incontro - che vede la partecipazione del professore José Ginés Mora Ruiz, Direttore del Centro studi per l’educazione manageriale superiore dell’Università Tecnologica di Valencia, ed è moderato dal professore Michele Pellizzari, della Scuola di studi economici e manageriali di Ginevra - mira a comprendere non solo il valore della laurea ma anche le modalità attraverso le quali le politiche nazionali ed europee possono influenzare il mondo della formazione accademica, riconoscendo nelle università il ruolo di motore della crescita economica attraverso una corretta educazione all'imprenditorialità indirizzata non solo agli studenti, ma anche a ricercatori, personale e docenti.

Partendo dall’assunto che “Conoscere serve per deliberare” (Luigi Einaudi, nel volume Prediche inutili del 1956), il direttore Cammelli presenta il modello AlmaLaurea, un esempio virtuoso finalizzato proprio, come diceva Galileo Galilei, oltre 400 anni fa, a “guardare nel cannocchiale”. Il Consorzio nato nel 1994, vent’anni fa all’Università di Bologna (per iniziativa di un docente di statistica sociale e due giovani collaboratori), ha infatti da sempre portato avanti tre grandi intuizioni, rimaste uniche nel panorama europeo ed internazionale:

a. consentire agli atenei (ed ai diplomati delle scuole secondarie) dopo quattro mesi dalla fine dell’anno accademico di conoscere esattamente come e quando i neo dottori si sono laureati (giovani con nessuna esperienza di lavoro, oppure che lavoravano abitualmente). Oggi la documentazione, articolata per cento variabili, riguarda 65 atenei,  il 100% dei laureati e il 95% delle risposte per 1190 classi di laurea di primo livello; 1410 classi di laurea di secondo livello, ecc.;

b. consentire agli atenei di comprendere, per corso di studio, quale percentuale di laureati è occupata dopo 1, 3, e 5 anni dalla laurea (oltre a quanto guadagnano, quanto utilizzano le competenze acquisite, da quale famiglia provengono, quanti hanno fatto esperienze di studio all’estero -Erasmus- o attraverso esperienze di lavoro in azienda nel corso degli studi, ecc.). Ogni anno vengono presentati risultati con percentuali eccezionali per risposte: 86% ad un anno; 80% dopo tre anni; 75% dopo 5 anni;

c. mettere a disposizione delle aziende italiane ed estere tutta la documentazione disponibile, aggiornata dagli stessi laureati e tradotta in inglese. Ogni anno il complesso dei curricula richiesti da aziende italiane ed estere supera le 400mila unità, con un modesto contributo a carico delle aziende che si abbonano (0,65 euro a curriculum).

La banca dati AlmaLaurea oggi raccoglie quasi 2milioni di laureati. “In questi vent’anni di attività - sottolinea Cammelli - non ci siamo mai fermati: senza interessi politici o economici. Anzi, abbiamo esteso il modello alla scuola secondaria superiore con AlmaDiploma ed AlmaOrièntati”. “Il nostro obbiettivo - prosegue il direttore - è offrire agli organi di valutazione e di governo, alle università, agli studenti e alle loro famiglie, ma anche al mondo del lavoro, una documentazione tempestiva e affidabile perché: “non c’è nulla che un governo odii di più dell’essere ben informato; poiché ciò rende molto più complicato e difficile il processo che conduce alle decisioni” ammette Cammelli citando quello che J. M. Keynes scrisse nel nel 1937 su The Times.

Il valore aggiunto di AlmaLaurea è riconosciuto anche a livello internazionale, dove il Consorzio sta raggiungendo ottimi risultati grazie allo sviluppo di progetti che puntano, con il sostegno dall’UE, all’implementazione del suo modello in paesi come Marocco e Tunisia, Armenia, Croazia, Bosnia, Serbia e Montenegro. Un esempio concreto, fattivo e sostenibile, un vero fiore all’occhiello del nostro Paese come scrisse non più tardi di 2 anni fa il Times Higher Education con l’articolo “Bella figura: Italian model sets trend with expert fitting service”.
AlmaLaurea ha inoltre ricevuto nel 2011 il premio EUNIS Elite Award for Excellence e nel giugno del 2013, su invito della World Bank ha presentato, con successo, il suo modello a Washington congiuntamente a un intervento all'Ambasciata italiana e con l'invito a tutti i laureati statunitensi in Italia e a tutti i laureati italiani presenti negli USA.

Programma dell'evento

La presentazione del direttore Andrea Cammelli

Leggi anche l’intervento del direttore Andrea Cammelli