Lavoro

Da Torino a Stoccolma come controller finanziaria

Torinese, 27 anni, Elisabetta Rosso ha trovato lavoro subito dopo la laurea magistrale in Finanza aziendale a Stoccolma dove ha svolto l’Erasmus. Guarda la video intervista.
13 Ottobre 2014

Una controller, una professionista che predispone il budget di un’impresa, verifica che costi e ricavi siano conformi alle previsioni ed eventualmente offre soluzioni correttive. È questo il lavoro di Elisabetta Rosso, ventisettenne di Torino laureata nel 2012 alla magistrale in Finanza aziendale e mercati finanziari della facoltà di Economia dell’Università di Torino. Subito dopo la laurea Elisabetta è stata assunta da Fiat Sweden, un business center della Fiat, dove tuttora lavora. “Mi ritengo molto fortunata. Nei prossimi anni prevedo di rimanere a Stoccolma e di proseguire la strada nel mio ambito lavorativo. Vorrei fare carriera nell’azienda e crescere a livello professionale”, ammette Elisabetta che di AlmaLaurea dice: “ho caricato il mio curriculum in banca dati perché è un servizio molto utile per i giovani che stanno cercando lavoro”.

Sei soddisfatta del tuo percorso di studi?
“Molto, lo rifarei subito. L’Università di Torino è molto ben organizzata. Ho avuto la fortuna di scegliere la facoltà e l’indirizzo più adatti a me, così sono riuscita a stare al passo con gli esami e a laurearmi in tempo”.

Dopo la laurea che esperienze lavorative hai avuto?
“Anche in questo campo penso di essere stata molto fortunata. Da sempre avevo il desiderio di vivere all’estero. Pochi giorni dopo la laurea è arrivata una proposta da Fiat Sweden e ho subito accettato. Il mio ruolo è quello della controller, lavoro nell’ambito Finance. Sono molto soddisfatta”.

Secondo te quali sono le principali differenze tra il mercato del lavoro svedese e quello italiano, in particolare per i giovani?
“È difficile a dirsi perché io lavoro per un’azienda italiana, che ha un’impostazione diversa rispetto a quelle svedesi. Parlando con alcuni miei amici, però, mi è sembrato di capire che le imprese svedesi diano più importanza all’esperienza vera e propria che una persona ha acquisito sul campo, piuttosto che al suo titolo di studio”.

Prima di iniziare a lavorare avevi avuto già diverse esperienze di vita all’estero. Dove sei stata e cos’hai fatto?
“Sia al liceo che all’università sono stata negli Stati Uniti per studiare con un programma di scambio. Lì ho anche lavorato, ma solo per arrotondare, non era un impiego che aveva attinenza con il mio piano di studi. Quando avevo 17 anni ci sono andata per la prima volta e sono rimasta quasi un anno. La seconda volta è stata al terzo anno di università e ho vissuto là sei mesi. Sono stata di nuovo negli Stati Uniti al quinto anno per altri sei mesi. Ho fatto inoltre un Erasmus di sei mesi in Svezia, a Umea”.

Che lingua usi per lavorare?
“Ho imparato un po’ lo svedese, ma in generale a Stoccolma le persone sono propense a parlare inglese e lo parlano tutti fluentemente. Ogni volta che sentono qualcuno che ha in svedese una pronuncia un po’ insicura, cambiano subito la lingua e passano all’inglese”.

Vorresti tornare in Italia?
“È una domanda complicata. Dopo aver vissuto in tante realtà così diverse dalla nostra, per me è difficile pensare di tornare a vivere nel mio Paese. Poi non si sa mai, ma al momento non ci penso”.

Conosci AlmaLaurea?
“Sì, la conosco. Ho caricato il curriculum su AlmaLaurea perché so che le aziende cercano nei loro database quando hanno necessità di assumere. È un servizio molto utile per i giovani che stanno cercando lavoro”.