Lavoro

Professionista della comunicazione allo sviluppo

Laureata nel 2005 a Perugia, Valentina Baù ha fatto due master in Inghilterra e ha lavorato anche in Angola e Mozambico. Oggi vive in Australia, dove ha vinto un dottorato di ricerca.
27 Ottobre 2014

Dall’Italia al Regno Unito, dal Mozambico all’Angola, fino ad arrivare in Australia. Valentina Baù, trentaduenne di Livorno, ha un’esperienza accademica e lavorativa internazionale. Laureata nel 2005 in Scienze della comunicazione all’Università di Perugia, ha deciso di continuare i suoi studi all’estero. “Nessun’altra università ti prepara come quella italiana, soprattutto dal punto di vista dell’insegnamento teorico – afferma Valentina –. Quello che manca in Italia è la pratica. In Inghilterra e in Australia le università preparano molto di più per il mondo del lavoro: gli studenti già dal primo anno iniziano a fare progetti concreti, come se fossero già assunti in un’azienda”. Oggi vive in Australia, dove sta per concludere un dottorato di ricerca.

Valentina, hai fatto esperienze all’estero anche mentre frequentavi il corso di Scienze della comunicazione?
“Sì, l’ultimo anno di università ho fatto l’Erasmus a Brighton, in Inghilterra. Mi sono trovata molto bene, e così ho svolto lì la tesi. Inoltre, poco prima di laurearmi, ho avuto l’occasione di iniziare un master di un anno in Public Relations Practice, organizzato dalla Bournemouth University, sempre nel Regno Unito”.

Che cosa hai fatto dopo la laurea?
“Dopo aver discusso la mia tesi e aver finito il master, sono stata selezionata per fare un tirocinio in Mozambico, lavorando per l’ufficio di Cooperazione allo Sviluppo dell’Ambasciata italiana a Maputo: è stato lì che ho iniziato a interessarmi di cooperazione internazionale. Dopo questa esperienza sono tornata in Inghilterra, dove ho vissuto per 4 anni e mezzo. Ho trovato lavoro e nel frattempo ho fatto un altro master di un anno in Comunicazione allo Sviluppo alla University of Reading, vicino a Londra. Questo ramo coniuga lo studio della cooperazione con quello della comunicazione, tra l’altro analizzando i meccanismi dei media nei Paesi in via di sviluppo”.

Che lavoro hai fatto a Londra?
“Ho collaborato con due Ong: la One World Action e il Panos Institute, sempre nel settore dello sviluppo internazionale. Nel 2010 ho vinto un posto nel Fellowships Programme del Dipartimento di Economia e Affari Sociali dell’Onu (Undesa) e così sono andata a lavorare per le Nazioni Unite in Angola. Ho fatto parte dell’ufficio di coordinazione a Luanda. Il mio ruolo era quello di Communication Analist e mi sono trovata a collaborare con i Communication Officer delle varie agenzie dell’Onu”.

E come ci sei arrivata in Australia?
“Nel 2011 ho vinto una borsa di studio per un dottorato di ricerca alla Macquarie University di Sidney e così mi sono trasferita. La mia tesi riguarda il ruolo dei media comunitari nel portare la pace alla fine di una guerra civile. In particolare, ho analizzato due casi studio che hanno avuto luogo a seguito del conflitto etnico che si è svolto in Kenya tra il 2007 e il 2008”.

Stai finendo il dottorato. Qual è il tuo obiettivo per il futuro?
“In questo momento vorrei restare in Australia, continuando la mia attività di ricerca accademica o lavorando per una ong. Penso che in Italia la prospettiva non sia delle più rosee, non ci sono opportunità nel mio campo. Anche se me ne andassi da qui, mi trasferirei a Londra o comunque in un altro Paese europeo”.

Conosci AlmaLaurea? Che ne pensi?
“Sì, la conosco: quando lavoravo a Londra ero in contatto con AlmaLaurea, che ci passava dati statistici su cui poi scrivevamo articoli. Penso che sia importante aggiornare il curriculum nel database di AlmaLaurea: io l’ho sempre fatto, anche se non sono mai stata contattata da nessuna azienda per qualche offerta lavorativa”.

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