Lavoro

“La laurea? Il coronamento del mio impegno”

Durante gli studi, Nando Rinaldi è stato consigliere e presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia ed è diventato direttore dell’istituto Istoreco. Quest’anno si è laureato a pieni voti in Scienze della cultura.
03 Novembre 2014

Direttore dell’Istoreco, l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea, fondatore di Telecitofono, la prima tv street di Reggio Emilia, nonché ex presidente del Consiglio comunale della città. Nando Rinaldi, trentacinquenne reggiano doc, ha fatto tutto questo mentre frequentava il corso di Scienze della cultura all’Università di Modena e Reggio Emilia, in cui si è laureato con lode ad aprile di quest’anno. Durante gli anni dell’università è stato anche rappresentante degli studenti: “È stato un impegno costante, che mi ha permesso di conoscere meglio gli organi accademici e le difficoltà degli universitari”.

Quando hai iniziato il tuo impegno come rappresentante degli studenti?
“Ho iniziato alle scuole superiori, quando sono diventato il primo presidente eletto della Consulta degli studenti di Reggio Emilia. Ho poi continuato a fare il rappresentante degli studenti anche all’università, già dal primo anno. Io insieme ad altri ragazzi abbiamo anche creato un’associazione culturale, ‘Sx Studenti universitari’, che ci ha consentito di sviluppare diverse iniziative, tra cui un cineforum aperto a tutta la città e, nel 2003, Telecitofono, la prima tv di strada reggiana”.

Prima di laurearti hai avuto diverse esperienze politiche e lavorative. Quali?
“Nel 1999 ho lavorato qualche mese nella segreteria del sindaco di Quattro Castella e sono stato eletto consigliere nel mio quartiere. Nel 2004 sono stato nominato presidente della commissione Scuola e cultura del comune di Reggio Emilia. Lo stesso anno sono anche partito per l’Erasmus e ho vissuto sei mesi in Francia. Nel 2005, una volta tornato, sono stato eletto presidente del Consiglio comunale reggiano, un incarico durato quattro anni. Ho cercato di dare qualche esame quando potevo, ma il mio era un impegno a tempo pieno e non riuscivo a studiare con continuità”.

Nel 2010 sei diventato anche direttore di Istoreco. Che cos’è?
“L’Istoreco è un istituto nato nel 1965 per conservare gli archivi della resistenza. Oggi ci occupiamo di tutta la storia del Novecento di Reggio Emilia e provincia: gestiamo un fondo archivistico, abbiamo una rivista e organizziamo viaggi della memoria per gli studenti delle scuole superiori. Ogni anno circa mille studenti partono con noi per visitare i campi di concentramento in Polonia e Germania”.

Come mai, nonostante i tuoi impegni, hai deciso di proseguire gli studi?
“Il legame con l’università per me era molto forte, anche per i tanti anni passati come rappresentante degli studenti. Il mio obiettivo principale era proprio la laurea, che è stata un po’ il coronamento dei miei tanti anni di studio”.

Sei soddisfatto del tuo corso di laurea?
“Sì, decisamente soddisfatto. Mi interessava molto questo corso in Scienze della cultura, che era innovativo rispetto all’offerta formativa della fine degli anni ’90, quando mi sono iscritto. Ho avuto modo di approfondire la cultura umanistica a 360 gradi: dall’antropologia alla storia, fino alla sociologia”.

Secondo te con una laurea umanistica si può trovare lavoro?
“Per me sì, anche se è chiaro che laurearsi in una disciplina umanistica porta con sé maggiori difficoltà: la cosa importante è tenere insieme la buona preparazione fornita dall’università con i legami forti sul territorio. È stato questo che mi ha consentito di spendere la mia laurea nel mondo lavorativo”.

Quali sono le tue prospettive per il futuro?
“Innanzitutto, a fine novembre verrà pubblicata la mia tesi di laurea dal titolo ‘La Conferenza regionale del Pci Bologna del 1959 e le sue ricadute sulla Federazione provinciale di Reggio Emilia’. Questo è il primo traguardo che mi aspetta, dopo tanti anni di fatica. Inoltre, voglio continuare a lavorare all’Istoreco e approfondire la ricerca sulla storia dei partiti politici in regione. In particolare vorrei concentrarmi sulla storia del Partito comunista in Emilia-Romagna”.

Conosci AlmaLaurea? Che ne pensi?
“Ho avuto l’occasione di conoscere AlmaLaurea nel corso degli anni come rappresentante degli studenti. A mio parere il servizio di raccolta dei curriculum e di creazione di un database facilita il contatto con le aziende, soprattutto in un momento di crisi come questo. Bisogna ricominciare a investire anche in Italia e impegnarsi a lavorare nel nostro Paese: le opportunità ci sono ma bisogna imparare a scovarle”.