Università

Laureati pugliesi allo specchio

Luigi Binanti, presidente del CIRP commenta i dati dello studio realizzato ad hoc da AlmaLaurea per indagare le performance occupazionali e formative, e le motivazioni alla mobilità dei laureati delle università pugliesi.
10 Novembre 2014

Occupazione e mobilità per motivi di studio e lavoro: se ne è parlato martedì 28 ottobre, (Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo dell’Università di Bari) con il Consorzio Interuniversitario Regione Puglia (CIRP) e il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. L’appuntamento, “Analisi sui risultati dell’indagine sugli universitari pugliesi” ha permesso di interrogarsi, grazie ad AlmaLaurea, sulle performance occupazionali e formative, ma anche sulle motivazioni alla mobilità dei laureati delle università pugliesi. Dalle scelte degli studenti ai loro obiettivi futuri, dalla formazione universitaria alla fuga di cervelli fino alle dinamiche del mercato del lavoro. Un momento di confronto e di dialogo che, partendo dai dati sulla condizione occupazionale dei laureati pugliesi, a uno, tre e cinque anni dal titolo, ha voluto analizzare, grazie a un ulteriore approfondimento realizzato ad hoc da AlmaLaurea, le motivazioni che spingono molti giovani residenti in Puglia a spostarsi in atenei di altre regioni per compiere il proprio percorso universitario. “Un approfondimento i cui risultati hanno messo ancora una volta in luce la necessità di fare rete al fine di risolvere problemi strutturali che altrimenti gli atenei pugliesi singolarmente non riuscirebbero a fare”. A fare il punto sulla situazione è il professore Luigi Binanti, presidente del CIRP.

L’approfondimento realizzato da AlmaLaurea per conto del CIRP, nella sua opinione, condanna o scagiona le Università pugliesi?
“A mio avviso non ci sono né una condanna né un’assoluzione, ma un'analisi attenta e puntuale dei dati realizzata da AlmaLaurea che mostra come la tendenza dei giovani pugliesi a emigrare in altre regioni per motivi di studio e di lavoro sia frutto di una serie di criticità che fanno capo a diversi attori privati e pubblici. Prima di tutto, sfatiamo l’idea che questa tendenza sia figlia della bassa qualità della didattica, perché non è vero e sono gli stessi giovani a dirlo. In secondo luogo, non si può non notare dalla lettura attenta dei dati lo scollamento esistente tra atenei, enti territoriali e forze politiche, aziende, una mancanza di rete e di sistema che non solo impoverisce il nostro territorio dei suoi migliori talenti, ma non permette neppure di attirarne da altre regioni e dall’estero. Bisogna che il sistema universitario pugliese si presenti all’esterno in tutta la sua forza anche a livello internazionale”.

Come si può intervenire?
“Attraverso una serie di azioni, tutte importantissime, che noi come Consorzio stiamo portando avanti da tempo. Prima di tutto partendo da una migliore e più diffusa comunicazione e da un maggiore collegamento con il mondo della scuola: come CIRP abbiamo chiesto alla Regione proprio a questo fine di poter aprire un sito internet che permetta a tutti gli studenti di conoscere nel dettaglio l’offerta formativa dei quattro atenei pubblici pugliesi, perché molti non sanno neppure quali opportunità sono presenti; dall’altro lato, abbiamo l’intenzione di creare uno sportello fisico gestito dal Consorzio che offra non solo un servizio di placement ma che si occupi anche di orientamento. E qui tocchiamo il primo anello debole della catena: è necessario un rapporto più stretto tra atenei e scuole superiori attraverso AlmaDiploma ed AlmaOrièntati, un lavoro sinergico che preveda anche il coinvolgimento diretto dei docenti, perché di orientamento si fa un gran parlare ma alla fine non ci sono mai azioni concrete che aiutino i giovani studenti nella scelta”.

E il secondo anello debole?
“Sono le strutture ricettive messe a disposizione degli studenti che vogliono frequentare l’università in Puglia. Servono i campus che raccolgono e uniscono persone: non dimentichiamo che lo spirito del collegio universitario permette l’interazione perché la formazione non avviene solo in aula, ma anche e soprattutto nei luoghi pubblici attraverso il  dialogo con i colleghi e con i docenti Ovviamente c’è poi il tema del diritto allo studio, un diritto sancito dalla costituzione che i decisori politici della nostra regione devono garantire, a partire dalle borse di studio per i capaci e meritevoli. E anche se si sono fatti molti passi avanti, tant’è che nell'ultimo anno il 94% degli aventi diritto alla borsa di studio l’ha ottenuta, siamo ancora lontani dagli obbiettivi da raggiungere”.

E poi c’è il rapporto con il tessuto produttivo …
“E’ molto importante perché dobbiamo viaggiare insieme, atenei, regione e imprese. Ovviamente ci sono delle difficoltà strutturali che attraversano non solo la Puglia ma tutto il paese. Il nostro territorio è caratterizzato da piccole medie imprese, spesso a conduzione familiare: imprenditori che magari si sono fatti da soli, artigiani che non hanno una formazione universitaria e che faticano a valorizzare come si dovrebbe il laureato. La crisi economica in parte è dovuta anche a questa arretratezza culturale. Lo testimoniano molto bene i dati AlmaLaurea: i manager con laurea o titolo superiore, che nell’UE sono il 53%, e nessun paese nell’Europa a 27 scende sotto il 51%, in Italia sono invece solo il 24%. Ma per competere su un mercato globale servono le prestazioni dei laureati, tanti laureati, cosa che non abbiamo in Italia, nonostante quello che erroneamente si crede. E servono ancor di più politiche concrete di valorizzazione delle risorse umane e della formazione”.

 

Esiti occupazionali e motivazioni del trasferimento fuori regione: indagine e presentazione