Lavoro

“Un futuro nel vino, tra tradizione e innovazione”

Laureato in Scienze viticole ed enologiche, Roberto Valletti è cresciuto tra i vitigni della Langhe. Nel suo curriculum esperienze in cantine italiane e in California.
18 Novembre 2014

Quella che si dice “esperienza sul campo”. Roberto Valletti, 29enne, è nato nelle Langhe, la patria del barolo, della barbera, del barbaresco e anche di dogliani, nebbiolo, dolcetto e alba. Roberto è cresciuto tra i vitigni e la scelta di laurearsi in Agraria all’Università di Torino, dove lo scorso aprile si è specializzato in Scienze viticole ed enologiche, è stata per lui naturale: “I miei hanno una piccola azienda che produce uva e vino, già a 2-3 anni andavo in giro per il vigneto” racconta via Skype. Per seguire la passione per il vino e approfondire i suoi studi, da un paio di mesi Roberto è infatti negli Stati Uniti: “Ho voluto fare la raccolta in California per capire come lavorano le aziende di un Paese balzato in pochi anni ai vertici della produzione mondiale”. Il suo, però, è un viaggio andata e ritorno. “Il mio sogno è continuare l’attività di famiglia, innovandola e aprendola ai mercati esteri”.

Roberto, come giudichi la preparazione che ti ha dato l’università?
“La preparazione teorica sicuramente buona, forse un po’ meno quella pratica, anche se io ho avuto la possibilità di fare stage in aziende”.

Credi che ci siano buone prospettive lavorative in Italia per chi ha un percorso come al tuo?
“Penso proprio di sì, anche perché con la Francia ci giochiamo ogni anno il primato mondiale per la produzione di vino. In questo settore siamo al vertice: abbiamo duemila anni di storia e abbiamo dei prodotti veramente buoni, che tutto il mondo ci invidia”.

E come mai adesso sei negli Stati Uniti?
“Sono qui per due motivi. Il primo è capire come ha fatto la California a diventare in pochi anni uno dei Paesi più importanti del mondo del vino dopo quelli europei. Il secondo è imparare l’inglese, che non fa mai male ed è attualmente la lingua più parlata del settore. È un’esperienza che mi sta dando tanto, sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista personale: mi sono confrontato con ragazzi da altre parti del mondo, c’è stato uno scambio di idee e di conoscenze che sicuramente mi può essere utile”.

Come immagini il tuo prossimo futuro?
“Me lo immagino sicuramente nel mondo del vino. Ho già avuto esperienza in cantine come enologo, enotecnico e aiuto-cantiniere, ma il mio sogno è quello di continuare la tradizione di famiglia, portando la nostra azienda sui mercati esteri. L’università e il viaggio negli Usa mi hanno aperto la mente”.

Cosa servirebbe per dare maggiore impulso al settore vinicolo italiano?
“Agevolazioni per le imprese ci sono, ma sono un po’ troppo a pioggia e andrebbero più circoscritte. Secondo me, però, una delle cose più utili sarebbe creare un vero brand, un marchio, che valorizzi la produzione italiana e contrasti le tante falsificazioni che ci sono in giro per il mondo”.

Conosci AlmaLaurea? Che ne pensi?
“Sì, conosco AlmaLaurea e la considero un buono strumento di ricerca del lavoro. Mi è anche capitato di ricevere e-mail di aziende che lo offrivano”.