Lavoro

Da Brindisi a Cambridge inseguendo la passione per il volo

Con una doppia laurea in Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino e all’Università di Tolosa, Andrea Masi oggi è dottorando al prestigioso college inglese.
26 Novembre 2014

Brindisi, Torino, Tolosa e poi Cambridge. Andrea Masi, 27 anni, ha da sempre avuto la passione per l’aeronautica: “Già da quando ero piccolo andavo con mio padre all’aeroporto di Brindisi per vedere gli aerei decollare e atterrare. Sono sempre stato attratto da quello che definisco ‘il mistero del volo’: non capivo come mai questi grandi oggetti riuscissero a volare come gli uccelli”. Andrea si è laureato con il massimo dei voti alla magistrale di Ingegneria aerospaziale del Politecnico di Torino, che gli ha permesso di avere il titolo anche dell’Università di Tolosa. “A Tolosa sono stato 18 mesi, di cui 6 mesi in tirocinio presso Airbus, l’azienda leader nel settore aeronautico – spiega –. È stata un’esperienza molto formativa, sulla quale ho anche scritto la mia tesi”. Adesso Andrea è volato all’Università di Cambridge, dove sta svolgendo un dottorato di ricerca.

Hai fatto la magistrale tra Torino e Tolosa. Che differenze hai riscontrato tra il sistema italiano e quello francese?
“Innanzitutto l’università italiana dà un’ottima preparazione teorica, ma non mette in contatto gli studenti con il mondo dell’industria e non prepara a un vero e proprio percorso lavorativo. In quella francese, al contrario, sono previsti diversi workshop per preparare a lavorare in un’azienda, oltre a corsi di ‘presentation skills’ e di inglese avanzato. Un altro elemento importante è che in Francia c’è l’obbligo di tirocinio, il che è fondamentale. Comunque sono soddisfatto del mio percorso di studi al Politecnico di Torino e rifarei assolutamente questa scelta: si è rivelata un’ottima scuola, che mi ha dato forti basi teoriche, indispensabili per affrontare poi il mondo più pratico che ho trovato in Francia”.

Adesso stai facendo un dottorato di ricerca all’Università di Cambridge. Come ci sei arrivato?
“Airbus, l’azienda dove ho fatto lo stage, offriva la possibilità di fare un progetto di ricerca nel settore dell’aerodinamica. Ho fatto diversi colloqui coi loro manager e poi ho partecipato al bando per ottenere una borsa Marie Curie dell’Unione Europea, che era uno dei requisiti per essere ammesso alla ricerca. Fortunatamente ho superato tutti questi passaggi e sono entrato nel progetto di Airbus. A quel punto ho chiesto di svolgere un dottorato e ho fatto domanda in diverse università nel Regno Unito. L’Università di Cambridge mi ha accettato, ed eccomi qui”.

Di cosa ti occupi a Cambridge?
“Studio la separazione dei flussi aerodinamici dalle superfici degli aerei, nello specifico nell’impennaggio verticale, tramite l’uso di Computational Fluid Dynamics (CFD). L’obiettivo è quello di ottenere un design migliore dei futuri aerei, nell’ottica di avere un’industria più ecosostenibile: consumando meno carburante si inquina di meno e si riducono anche i costi”.

Come ti trovi in una delle università più prestigiose al mondo?
“Cambridge è fenomenale, ricca di sorprese ogni giorno. È un sistema particolare, differente sia da quello italiano che da quello francese, basato su ‘college costituenti’. Io, ad esempio, lavoro nel dipartimento di Ingegneria, ma sono associato anche al college Darwin. La vita studentesca è formidabile: c’è tanta voglia di apprendere, ogni giorno vengono organizzate moltissime attività culturali e gli studenti hanno diverse possibilità di aderire ad associazioni. Ovviamente la ricerca è la punta di diamante di Cambridge: grazie ai fondi che arrivano sia dal governo sia dall’Unione Europea ci sono moltissimi ricercatori che contribuiscono a dare prestigio all’università”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Innanzitutto vorrei terminare il dottorato, poi vorrei lavorare in un’azienda aerospaziale e gestire progetti di ricerca legati all’azienda. Sarei molto contento di rientrare in Italia, se ne avessi la possibilità e se ci fossero le buone condizioni per farlo. Mi piacerebbe che il fatto di aver svolto un dottorato all’estero venisse valutato come un punto di forza e non come una perdita di tempo o un’occupazione di ripiego. Negli altri Paesi europei si distingue tra un dottore e un ingegnere, tanto che il titolo di ‘dottore’ si acquisisce solo dopo aver conseguito un dottorato, mentre in Italia è sufficiente solo una laurea triennale. Questo dà un peso molto diverso al dottorato”.

Che ne pensi di AlmaLaurea?
“Ho conosciuto AlmaLaurea quando mi sono laureato alla triennale, nel momento in cui ho compilato il questionario online. Credo che questa organizzazione debba avere più ampio spazio all’interno della vita accademica di uno studente, per esempio attraverso l’organizzazione di incontri con le aziende, di workshop, di corsi per redigere al meglio un curriculum vitae…”.

 

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