Corsi post laurea

Tecnologie e saperi, ecco i nuovi professionisti della cultura

Al via la terza edizione del master“Digital Heritage. Cultural communication through digital technologies” dell’Università La Sapienza di Roma. Iscrizioni aperte fino al 30 gennaio.
13 Gennaio 2015

“In Italia manca una figura che sappia coniugare le conoscenze culturali alle competenze digitali e manageriali. È per questo che abbiamo deciso di formare i manager culturali del domani, umanisti ibridi che sappiano anche leggere un bilancio, reperire fondi e creare reti di contatti”. A parlare è Giorgia Turchetto, responsabile del coordinamento didattico scientifico del master “Digital heritage. Cultural communication through digital technologies” diretto dal professor Umberto Longo del dipartimento di Storia, culture, religioni dell’Università La Sapienza di Roma. “Questo nuovo professionista della cultura è di fatto un project digital manager che può specializzarsi in diversi settori: dall’editoria all’archeologia, dall’archivistica alla biblioteconomia, dalla museologia ai media, fino anche all’organizzazione di eventi. Le nuove tecnologie oggi agiscono come acceleratori, strumenti di cui è fondamentale appropriarsi, per poi utilizzarli in modo strategico”. Il master, aperto a un massimo di 35 iscritti, si rivolge ai laureati triennali di svariati ambiti, tra cui Lettere e Filosofia, Urbanistica, Lingue, Beni culturali, Scienze della comunicazione, Scienze della formazione, Dams, Sociologia, Storia e Scienze del turismo. Il master giunge quest’anno alla sua terza edizione. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 gennaio.

Dott.ssa Turchetto, com’è organizzata la didattica del master?
“Il master cerca di mettere insieme il sapere (le conoscenze), il saper essere (le relazioni), il saper fare (le abilità) e anche il saper far fare. Le lezioni teoriche sono suddivise in 3 moduli: il primo fornisce la cassetta degli attrezzi del digital manager culturale, spaziando dal marketing al fundraising, dalle politiche culturali all’autoimprenditorialità. Il secondo modulo studia invece le nuove tecnologie e le loro applicazioni nei diversi ambiti culturali, mentre l’ultimo modulo si concentra sulla cultura come traino dello sviluppo territoriale, analizzando le metodologie più innovative e i diversi scenari”.

Chi sono i docenti?
“Le lezioni sono tenute da professori universitari, ma anche da professionisti della cultura: questo approccio serve per superare l’autoreferenzialità e per creare maggior dialogo tra la filiera della formazione e quella della professione”.

Sono previste anche attività pratiche?
“La nostra è una didattica ‘learning by doing’: vengono svolte esercitazioni pratiche, problem solving, seminari, workshop e project work. Gli studenti lavorano molto su casi reali, in fase di realizzazione o già avviati. I progetti vengono affrontati da tutti i punti di vista: tecnico-realizzativo, contenutistico, economico-gestionale. Alcune giornate sono dedicate infine a momenti di formazione in ‘action learning’ in cui i ragazzi visitano alcune strutture per capirne le problematiche concrete”.

È previsto uno stage?
“Sì, i tirocini si svolgono presso strutture altamente qualificate, come Bulgari, Associazione italiana editori, Coopculture, Artribune, Bulgari, Avanzi, Fondazione Symbola, Fondazione Fitzcarraldo e molti altri. Si tratta di momenti fondamentali, percorsi di incubazione di idee e progetti dove gli studenti si cimentano mettendo a frutto le competenze acquisite durante il master. Naturalmente, la speranza è sempre quella di far proseguire il rapporto anche dopo la fine dello stage”.

Quali opportunità lavorative offre questo master?
Il settore ha crescenti sbocchi occupazionali, sia nel mondo dell’impresa privata che nella libera professione e nella pubblica amministrazione. Cinque su otto dei ragazzi iscritti alla prima edizione hanno continuato a lavorare nelle organizzazioni dove hanno fatto lo stage, segno che le idee e i progetti migliori vengono adottati dalle imprese e i giovani professionisti sono considerati nuova linfa e capitale umano su cui investire”.

 

Master di I livello “Digital Heritage. Cultural communication through digital technologies”
Università La Sapienza di Roma
Direttore: professor Umberto Longo
Coordinatore didattico: Dottoressa Giorgia Turchetto
Dati relativi all’edizione 2014/2015
Sede del corso: Roma
Numero di iscritti: massimo 35
Durata: febbraio – novembre 2015
Lingua: italiano
Stage: sì
Presentazione delle domande: iscrizioni entro il 30 gennaio
Costo: 4.500 euro
Borse di studio: no
Per informazioni:
E-mail: master_digher@uniroma1.it
Sito web: www.mdh.uniroma1.it/master