Lavoro

"Studio e lavoro? In giro per l’Europa"

Una magistrale Erasmus Mundus e diverse esperienze professionali hanno portato Michele Bianchini dalla Sardegna in Francia, Malta, Inghilterra, Grecia e Danimarca.
16 Gennaio 2015

Curiosità intellettuale, passione per lingue e culture diverse, nessuna paura verso i cambiamenti. È quello che contraddistingue il percorso di vita, studio e lavoro di Michele Bianchini, 27enne di Guspini, comune del Medio Campidano nel sud-ovest della Sardegna. A Pisa Michele ha conseguito la triennale in Letterature europee, quindi si è iscritto a Bologna alla magistrale in Culture Letterarie Europee, un corso Erasmus Mundus tra Italia, Francia e Grecia, in cui si è laureato lo scorso luglio. In mezzo, un altro Erasmus di 10 mesi a Digione in Borgogna e tante esperienze professionali, dalle stagioni sulle Dolomiti quando ancora era alle superiori, al commesso in una libreria e l’insegnante in Francia, da una mensa a Londra a un tirocinio all’Istituto italiano di cultura a Copenaghen, fino al lavoro nel settore marketing di una scuola di lingue a Malta.

Come mai hai deciso di frequentare una magistrale Erasmus Mundus?
“Per diversi motivi. Innanzitutto perché, dopo l’Erasmus durante la triennale, volevo continuare gli studi con un percorso internazionale. Inoltre, questo corso mi ha permesso di ottenere un doppio titolo italiano e francese, che mi può dare maggiori opportunità lavorative. Ho anche potuto portare la conoscenza del francese a un livello accademico e, infine, ho continuato a viaggiare. Questa è una mia gran passione: ma non è un viaggiare fine a se stesso, è il poter conoscere a fondo una cultura e impararne la lingua”.

In che Paesi ti ha portato la magistrale e come ti sei trovato?
“Ho fatto il primo anno a Mulhouse in Alsazia, dove ho dato diversi esami. Il primo semestre del secondo anno l’ho fatto invece a Bologna, dove ho continuato a frequentare corsi e ho iniziato a impostare la tesi, che però ho preparato in Grecia, a Salonicco. Mi sono trovato ovunque benissimo. L’unica cosa che migliorerei è il coordinamento tra le varie segreterie universitarie, così da semplificare le pratiche per la convalida degli esami”.

Che differenze hai notato tra i sistemi universitari francese e greco con quello italiano?
“In Francia l’impostazione è più da liceo: si seguono i corsi e si danno subito dopo gli esami, che sono quasi sempre scritti. Rispetto all’Italia è un’impostazione meno elastica, ma, secondo me, più efficace: essendoci un’unica sessione di esami disponibile, si studia in maniera più regolare e continuativa. In Grecia ho trovato invece differenze sul piano umano, nel senso che il rapporto con i professori è meno formale, più paritario”.

Durante gli studi hai fatto diversi lavori. Come mai e qual è l’esperienza che reputi più importante?
“Li ho fatti in parte per mantenermi e in parte per farmi un quadro dei settori e dei Paesi in cui mi sarebbe piaciuto lavorare e costruirmi un futuro. Le esperienze che mi hanno dato di più sono state sicuramente quelle a Malta e di insegnante in Francia: la prima mi ha aperto gli occhi su un ambito che non avevo preso in considerazione e la seconda mi ha fatto gustare le gioie dell’insegnamento”.

Oggi che fai?
“Da ottobre sono nella fase di ricerca del lavoro. Sono tornato in Sardegna, ma sto guardando più o meno in tutta Europa nei settori del marketing, del turismo e delle risorse umane. Per una questione affettiva mi piacerebbe vivere in Francia, ma rimarrei senza problemi anche in Italia, purché si presenti l’opportunità giusta”.

Come ti vedi tra 5 anni?
“Con un profilo professionale più definito e con una maggiore stabilità. Vorrei mettere radici da qualche parte, anche se so che non smetterei di guardarmi intorno e sarei sempre pronto a cambiare”.

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