Lavoro

Tra l’Italia e la Francia, nel segno della robotica

Romeo Orsolino, 23 anni, si è laureato con il massimo dei voti in Ingegneria e adesso sta prendendo una doppia laurea magistrale all’Università di Genova e all’Ecole centrale di Nantes.
23 Gennaio 2015

“Sono sempre stato affascinato dai motori, dalle macchine e dalla tecnologia in generale”. Genovese, classe 1991, Romeo Orsolino ha frequentato il liceo scientifico e poi si è iscritto alla triennale di Ingegneria meccanica. “Ho deciso di frequentare quel corso perché dava ampie opportunità e perché mi sembrava la naturale continuazione del mio percorso di studi”. Dopo essersi laureato con il massimo dei voti, Romeo ha scelto di intraprendere una doppia laurea magistrale italiana e francese in robotica avanzata, studiando un anno all’università di Genova e il successivo all’Ecole centrale di Nantes. Il corso è finanziato dall’Unione Europea per sviluppare la ricerca e attrarre i migliori talenti. “Ho vinto una borsa di studio che mi permette di essere indipendente economicamente, e questo per me è importantissimo”. Per la tesi magistrale sta anche lavorando all’Irccyn, il laboratorio di robotica e cibernetica dell’università di Nantes.

Prima di andare in Francia avevi fatto altre esperienze all’estero?
“Nell’estate tra la quarta e la quinta liceo sono partito per l’Inghilterra e sono rimasto lì a lavorare per due mesi e mezzo, insieme al mio migliore amico. Volevamo guadagnare qualche soldo e imparare meglio la lingua: . Eravamo ospitati da una famiglia inglese di Braintree, a 85 chilometri da Londra: ci hanno trattato benissimo e ancora adesso siamo rimasti in contatto. Durante il terzo anno di università, poi, ho vinto l’Erasmus e ho studiato per un semestre alla Technische Universität di Berlino. È stato lì che ho capito che mi attirava più la robotica piuttosto che la meccanica, e così ho deciso di cambiare un po’ rotta”. 

Ora sei a Nantes. Che differenze hai riscontrato tra il sistema scolastico italiano e quello francese?
“Sia l’Università di Genova che quella di Nantes offrono entrambe una formazione eccellente. In Italia lo stampo è più teorico, mentre in Francia ci sono molti più laboratori pratici: ogni settimana è prevista almeno un’esercitazione. Un’altra differenza fondamentale è che nel sistema francese se non passi un esame hai solo un’altra possibilità, e se non va bene nemmeno la seconda volta vieni espulso dal corso, mentre in Italia hai infinite possibilità”.

Per la tua tesi magistrale, stai lavorando all’Irccyn. Di cosa ti occupi?
“Sto seguendo uno studio sulla modellazione e sul controllo di un pendolo inverso mobile, un piccolo robot con un funzionamento molto semplice, prodotto anche dalla Lego per chi ci vuole giocare. È munito di due ruote e dunque di per sé non potrebbe stare in piedi: noi studiamo come guidarlo senza che cada. Anche se è un robot molto semplice, comunque presenta problemi di controllo riscontrati anche in altri sistemi più complicati. È per questo che viene considerata un’ottima piattaforma su cui imparare il controllo dei robot”.

Dopo la laurea cosa ti piacerebbe fare?
“Proverò diverse strade: farò domanda per alcuni dottorati, in Italia, in Germania e in Svizzera, e proverò anche ad entrare in qualche industria di robotica. Esistono inoltre corsi specifici per neolaureati, organizzati da grandi aziende per i loro dipendenti: anche questo è un orizzonte interessante che sto considerando. Francamente mi è abbastanza indifferente il posto: in Italia mi attrae l’Istituto italiano di tecnologia, che tra l’altro si trova proprio nella mia città, ma continuo a tenere in considerazione anche altri Paesi. Anche perché mi piacciono molto le lingue e so parlare fluentemente inglese, francese e tedesco”.

Conosci AlmaLaurea? Cosa ne pensi?
“Sì, conosco AlmaLaurea e trovo molto utile il servizio di creazione e di raccolta dei curriculum. L’ho utilizzato più volte e mi sembra veloce ed efficace: è sufficiente inserire le proprie informazioni e il curriculum viene fuori automaticamente, sia in italiano che in inglese e in diversi formati. Inoltre, a volte sul sito di AlmaLaurea leggo gli articoli e le statistiche sull’istruzione, sempre molto interessanti”.