Lavoro

"L’Italia? Un buon posto in cui studiare"

Medico chirurgo e ricercatore, il kazako Yeltay Rakhmanov ha conseguito a L’Aquila la magistrale in Scienze motorie preventive e adattive nell’ambito di un programma Erasmus Mundus.
18 Febbraio 2015

Da Aral, piccola città nel Kazakistan in cui è nato nel 1985, a L’Aquila, dove ha vissuto e studiato per due anni, il passo non è stato breve. Ma se a Yeltay Rakhmanov chiedete come si è trovato, la risposta sarà un entusiastico: “Benissimo” con tanto di punto esclamativo. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione alla Marat Ospanov West Kazakhstan State Medical University, in Abruzzo Yeltay ha conseguito con lode la magistrale in Scienze motorie preventive e adattive. “Il corso era organizzato nell’ambito dell’Erasmus Mundus TOSCA, un programma che ha l’obiettivo di trasferire all’Asia centrale l’esperienza europea nel settore dell’istruzione e della scienza” racconta dalla Cina, dove oggi è impegnato in un dottorato di ricerca. I suoi progetti per il futuro? Tornare in Kazakistan per mettere al servizio del Paese le conoscenze che ha acquisito all’estero. “Ma sicuramente verrò di nuovo in Italia. Con il sostegno dei miei professori italiani e kazaki – dice – abbiamo costruito un ponte per portare avanti insieme attività di ricerca”.

Come mai dal Kazakistan hai deciso di venire a studiare in Italia?
“Prima di tutto, il corso in Scienze motorie preventive e adattative riguardava tutti gli argomenti di mio interesse: la promozione della salute, le attività sportive adattate per anziani e persone disabili, la prevenzione dell’invecchiamento. Il secondo motivo è stato il consolidato rapporto tra l’Università de L’Aquila e il Kazakistan: questo mi dava grande fiducia sul fatto che i professori potessero sostenere i miei progetti”.

Come ti sei trovato?
“Benissimo! Ogni angolo ha una sua storia, le persone sono aperte, di larghe vedute e pronte ad aiutare. Ho programmato il mio viaggio in Italia in anticipo e così ho potuto partecipare a diversi convegni, corsi e anche concerti ed eventi sportivi”.

E per quanto riguarda l’università?
“L’Italia è un buon posto dove studiare e fare ricerca. A L’Aquila la qualità dell’insegnamento è alta. Professori e compagni di corso si sono dimostrati gentili e disponibili: credo che questo conti per creare ambienti accademici dinamici e stimolanti. L’Ufficio relazioni internazionali mi ha invitato a partecipare a diversi eventi dedicati alla collaborazione con il Kazakistan, che mi sono stati molto utili. Ho trovato efficiente anche il servizio dell’Ufficio stage, che offriva una grande varietà di scelte”.

Hai avuto esperienze di studio in altri Paesi?
“Prima di venire in Italia ho fatto 10 mesi di ricerca post-laurea in Polonia grazie a una borsa di studio del Lane Kirkland Fellowship Program. La ricerca era sulla possibilità di adattare il sistema polacco di riabilitazione alla realtà kazaka. Gli istituti ospitanti sono stati l’Adam Mickiewicz University e l’Università di Scienze mediche Karol Marcinkowski di Poznań”. 

Ora cosa stai facendo?
“Attualmente sto conducendo un dottorato di ricerca presso la Huazhong University of Science & Technology a Wuhan, in Cina. La mia ricerca è focalizzata sulla riabilitazione del trauma al ginocchio e la rigenerazione del tendine e della cartilagine del ginocchio. I metodi di riabilitazione cinese hanno valore in tutto il mondo”.

In Italia ti sei imbattuto in AlmaLaurea? Cosa ne pensi?
“Ho conosciuto AlmaLaurea per la prima volta quando stavo facendo domanda di laurea e poi ho scoperto come il sito faccia da mediatore tra la vita universitaria e la carriera professionale, inviando di informazioni su Career days e offerte di lavoro”.

 

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