Lavoro

L’agronomo con la laurea internazionale

Nicolò Dall’Aglio ha frequentato per la magistrale un master Erasmus Mundus tra Italia, Germania e Austria.
23 Febbraio 2015

Si dice spesso che con una laurea in Agraria sia più facile trovare lavoro. Ma è davvero così? In realtà, ci sono chiari e scuri anche nell’agricoltura. Almeno questa è l’esperienza di Nicolò Dall’Aglio, 25enne di Reggio Emilia. Nicolò dalla discussione della tesi al primo impiego ha dovuto aspettare solo un paio di giorni, ma, precisa, “non è che sia stato sommerso di richieste, ho fatto quello che ho trovato”. Di certo c’è che il suo curriculum universitario non è un curriculum qualsiasi: laureatosi a pieni voti all’Università di Bologna alla triennale in Tecnologie agrarie, nel settembre del 2013 ha preso la lode anche alla magistrale in Ortofrutticultura internazionale, un master Erasmus Mundus che lo ha portato a studiare in Germania e in Austria.

Nicolò, come mai hai scelto di studiare Agraria?
“Ho fatto il liceo scientifico e mi interessava tutto ciò che riguardava l’ambiente. Infatti ero indeciso se iscrivermi a Ingegneria ambientale, ma devo dire che ad Agraria mi sono trovato molto meglio di quanto potessi immaginare. Non pensavo che potesse piacermi così tanto”.

E perché dopo la triennale hai deciso di proseguire con una magistrale internazionale?
“Innanzitutto perché volevo studiare qualcosa di nuovo e, se fossi rimasto a Bologna, molti esami della magistrale sarebbero stati invece un po’ ripetitivi. L’Erasmus Mundus mi dava inoltre la possibilità di andare fuori dall’Italia. Ho fatto richiesta della borsa di studio e ho passato per merito la selezione. La borsa copriva le spese di iscrizione e prevedeva un rimborso mensile”.

Dove hai studiato?
“Ho fatto il primo semestre a Bologna, il secondo a Freising, vicino a Monaco, il terzo a Vienna e per il quarto, che era a scelta, sono tornato a Bologna per lavorare sulla tesi di laurea. Mi sono trovato molto bene, sia per l’esperienza di vita che dal punto di vista della formazione. Ogni corso, soprattutto quelli all’estero, prevedeva dei compiti intermedi da svolgere e non soltanto lezioni frontali, il che richiedeva di dover essere sempre sul pezzo, senza rimandare tutto lo studio alla fine delle lezioni. Molti lavori erano di gruppo: assieme a me vi erano tre italiani, due tedeschi e gli altri colleghi provenivano da Kosovo, Etiopia, Bangladesh, Costarica, Colombia, Filippine, Indonesia, Ucraina e Georgia. È stato veramente stimolante”.

Come è andata la ricerca del lavoro?
“Immediatamente dopo la laurea ho iniziato a lavorare per una cantina sociale. Subito dopo ho avuto l’opportunità di lavorare due mesi presso lo studio di un agronomo. Da febbraio 2014, eccetto un periodo di quasi due mesi, lavoro per il Consorzio fitosanitario di Reggio Emilia, dove ho un contratto di collaborazione fino al prossimo dicembre”.

Soddisfatto di quello che fai?
“Sì, mi piace parecchio. Già alla triennale avevo fatto il tirocinio al Consorzio fitosanitario ed è proprio il lavoro che avrei voluto fare da allora. Mi occupo della difesa delle colture dai patogeni, con particolare riguardo per la vite. Il mio compito principale è diffondere tra i viticoltori una tecnica biologica particolare, detta ‘confusione sessuale’, per ridurre i danni causati dalla tignoletta della vite, una farfallina che si nutre degli acini dell’uva”.

Programmi per il futuro? Dove ti vedi tra cinque anni?
“Mi vedo sempre a lavorare in campagna come tecnico, possibilmente con una situazione lavorativa più stabile. Vorrei rimanere in Italia, ma per tenere una porta aperta ho conseguito diverse certificati di conoscenza dell’inglese e tuttora sto seguendo dei corsi di perfezionamento del tedesco. Inoltre vorrei portare avanti la mia passione per l’apicoltura, che al momento costituisce solo un hobby”.

Conosci AlmaLaurea? Che ne pensi?
“La conosco. Ho compilato il curriculum, ho partecipato ai sondaggi e un paio di volte mi sono arrivate delle segnalazioni di lavoro”.