Lavoro

Da Roma a Siviglia, la psicologa con le valigie

Laureata alla Libera Università Maria SS. Assunta, Carlotta Ghelardini sta ora svolgendo un master e un dottorato di ricerca all’Università di Siviglia.
07 Aprile 2015

Studiare psicologia? Una scelta coraggiosa diventata una grande passione. La Spagna? Amore a prima vista, e non solo per il calore della gente e la vicinanza culturale, ma anche per l’organizzazione dell’università, con un po’ meno teoria, ma tanta pratica “che è indispensabile per la professione”. Carlotta Ghelardini, 24enne di Roma, nel luglio del 2014 si è laureata con lode alla magistrale di Psicologia alla Libera Università Maria SS. Assunta della sua città. Per proseguire il suo percorso formativo con un master e un dottorato di ricerca, ha deciso di tornare là dove aveva già svolto due Erasmus e dove ora conta di fermarsi a vivere. Il suo lavoro dei sogni? “Tutto ciò che sia relazionato con la psicologia, dalle tecniche delle risorse umane alla docenza universitaria”.

Come mai hai scelto di studiare psicologia?
“Diciamo che a 18 anni non sapevo esattamente quale percorso scegliere e quale fosse quello più adatto a me. Sono però sempre stata affascinata dalla psicologia, nonostante allora non sapessi bene cosa fosse e mi avessero tutti sconsigliato di prendere quest’indirizzo a causa della mancanza di lavoro dopo la laurea. Ma sono stata coraggiosa e ho deciso di seguire ciò che mi piaceva, o almeno pensavo che mi sarebbe piaciuto. Oggi, purtroppo, posso confermare che trovare lavoro con una laurea in psicologia è un’impresa abbastanza dura, ma sono convinta che ne sia valsa la pena anche perché si è rivelata una grande passione e ho scoperto un grande interesse nello studiare questa materia così affascinante”.

Quali esperienze hai fatto all’estero?
“A parte i viaggi-studio estivi in Inghilterra durante gli anni del liceo, all’università ho partecipato a entrambi i programmi che offriva la mia università. Durante la triennale sono stata a Malaga per l’Erasmus. Sono rimasta incantata dal luogo, dal modo di lavorare e di organizzare lo studio universitario, così alla specialistica ho voluto ripetere l’esperienza e ho fatto un tirocinio nella città di San Fernando, vicino Cadiz”.

A San Fernando hai preparato anche la tesi magistrale, no?
“Sì, ma le due cose non erano realmente connesse. Ho ricevuto la borsa di studio per poter svolgere il tirocinio in Spagna nel mio ultimo anno di specialistica, così, non volendo rinunciare a laurearmi a luglio secondo i miei piani, ho ‘portato’ la tesi all’estero. Ma a San Fernando ho avuto modo di ampliare la bibliografia”.

Dopo la laurea hai deciso di tornare in Spagna. Ora cosa stai facendo?
“Per continuare a formarmi e ampliare il mio curriculum con studi effettuati all’estero, ora sto facendo all’Università di Siviglia un master in gestione e sviluppo delle risorse umane e una ricerca dottorale presso la Facoltà di psicologia”.

Dicevi che sei rimasta incantata dall’organizzazione universitaria spagnola. Che differenze hai notato con l’Italia?
“Differenze abbastanza abissali, sopratutto per quanto riguarda psicologia. In Italia, purtroppo, mi sono trovata a studiare mattoni su mattoni di libri, cosa senz’altro utile e che non disprezzo affatto dato che costituisce la base. Quello che però manca totalmente è l’esperienza pratica, che per la professione di psicologa è del tutto indispensabile. In Spagna ogni materia è accompagnata da una parte di studio e da una di pratica, che viene valutata in modo complementare all’esame. Successivamente, anche il voto finale tiene conto della parte pratica che si è fatta durante tutto il corso. Così alla fine dei 5 anni si hanno delle conoscenze molto più complete, dato che si può sperimentare quello che effettivamente si sta studiando. Sono rimasta affascinata da questo metodo perché, come penso capiti un po’ a tutti, la parte pratica di questa professione è quella che più appassiona”.

Quali progetti hai per il futuro?
“Per almeno altri 4 anni resterò a Siviglia per concludere i miei studi. Successivamente penso e spero di rimanere in Spagna e trovare il lavoro dei miei sogni qui, anche se la situazione lavorativa non è tanto differente da quella italiana”.

 


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