Lavoro

Risorse umane, la mia passione

Laureata alla magistrale internazionale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, Francesca Saia sta ora svolgendo uno stage professionalizzante presso una grande azienda manifatturiera.
30 Aprile 2015

Per Francesca Saia, 25enne molisana, la psicologia del lavoro è una passione che sta diventando una professione. Dopo la triennale in Scienze e tecniche psicologiche all’Università di Chieti, Francesca non ha avuto dubbi e ha scelto la magistrale proprio in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, un corso Erasmus Mundus organizzato da un consorzio formato dalle università di Bologna (sede di Cesena), Valencia, Barcellona, Paris Descartes e Coimbra in Portogallo. Nel luglio del 2014, subito dopo aver conseguito il titolo con una tesi sulla qualità della vita lavorativa, ha superato una selezione che l’ha portata a intraprendere un tirocinio formativo nell’area risorse umane e formazione di una società di servizi professionali di livello globale. Oggi vive a Fabriano, nelle Marche, dove lavora per un’importante azienda manifatturiera.

Che cosa ti ha portato a frequentare una laurea magistrale internazionale?
“La mia è stata una scelta razionale orientata allo studio della psicologia del lavoro, un ambito abbastanza nuovo e in continua evoluzione. Poterlo fare all’estero è stato un valore in più. Ho anche vinto una borsa di studio, che ha coperto le spese di viaggio e di permanenza durante i sei mesi che ho passato a Barcellona”.  

Come era organizzata la didattica?
“Il primo anno ho fatto 6 mesi a Cesena e 6 a Barcellona. Il secondo anno ha previsto ancora 6 mesi a Cesena, seguiti da una winter school di 15 giorni a Gandia, vicino Valencia, tenuta da docenti provenienti anche da Inghilterra e Stati Uniti. Tornata in Italia, ho fatto un tirocinio curriculare in uno studio di consulenza e formazione di Bologna. Alla fine dei due anni, ho ricevuto un doppio titolo”.

Soddisfatta della scelta?
“Soddisfattissima e la consiglierei a chiunque. È stata un’esperienza positiva sotto tutti gli aspetti: i corsi erano in inglese, per cui ho migliorato la conoscenza della lingua; i miei colleghi provenivano da quasi tutto il mondo e ciò non potrà che agevolarmi nella gestione di team interculturali; i professori erano di altissimo livello, a partire da Guido Sarchielli, uno dei padri della psicologia del lavoro, sui cui libri avevo studiato durante la triennale. Inoltre, dire di avere frequentato un percorso simile aiuta anche nei colloqui”.

E a te ha aiutato?
“Il 15 luglio dello scorso anno mi sono laureata, il giorno dopo ho inviato il curriculum a EY (il network internazionale di consulenza professionale precedentemente conosciuto come Ernst & Young, ndr), a fine luglio sono stata chiamata per un assessment di gruppo e un colloquio motivazionale, dopo 2 giorni ho fatto il colloquio tecnico e nella prima settimana di agosto mi hanno detto di aver passato la selezione. Così sono andata in vacanza serena e a settembre ho iniziato un tirocinio formativo di 6 mesi. Nel primo periodo ho seguito dei focus group sull’analisi di clima e l’appartenenza, poi sono passata al team Learning & Development, dove mi sono occupata dell’organizzazione e della pianificazione di corsi tecnici e di soft skills, nazionali e internazionali, rivolti ai dipendenti di EY, che solo in Italia sono circa 4.000”.

Ora che fai?
“Finito lo stage in EY, mi sono spostata a Fabriano dove ho da poco iniziato uno stage professionalizzante di un anno in Ariston Thermo nell’area Talent acquisition & Employer branding. Mi occuperò di ricercare e selezionare candidati per il gruppo e rafforzare la conoscenza di Ariston Thermo come employer di eccellenza.

Programmi per il futuro?
“Per ora ho intenzione di imparare quanto più possibile da questa nuova esperienza, che mi permetterà, tra le altre cose, di sostenere l’esame di Stato e di iscrivermi all’Albo degli psicologi. Di sicuro voglio rimanere nel settore per approfondire la psicologia del lavoro e crescere professionalmente. Sono convinta che le nuove generazioni possano dare un importante e prezioso contributo all’interno delle risorse umane, ma il cambiamento deve partire da noi. Non metto paletti neanche sulla possibilità di andare all’estero. Insomma, è tutto da vedere”.

Che ne pensi di AlmaLaurea?
“La conosco, ho dovuto compilare il cv per laurearmi sia alla triennale che alla magistrale e ora la utilizzo come database per la ricerca di nuovi potenziali candidati. Qualche mio amico con una laurea in ingegneria grazie ad AlmaLaurea è stato anche contattato da aziende, a me non è successo, il mio è un campo un po’ più ostico”.

 


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