Lavoro

Posto sicuro e buoni guadagni per chi lavora con l’informatica

In questo nuovo approfondimento, dedicato alle professioni svolte dai laureati a dieci anni dal titolo, AlmaLaurea traccia l’identikit dei progettisti e analisti hardware e software.
07 Maggio 2015

In questo nuovo approfondimento, dedicato alle professioni svolte dai laureati a dieci anni dal titolo, AlmaLaurea traccia l’identikit dei progettisti e analisti hardware e software. Grazie alla lettura dei dati è possibile tracciare l’identikit di questi professionisti che rappresentano il 5% totale delle professioni indagate. Si tratta di laureati che si occupano di ideare, sviluppare e programmare strumenti hardware e software.

Dall’Indagine emergono fin da subito elementi distintivi che caratterizzano e definiscono i progettisti e analisti hardware e software: si tratta di professioni che sono principalmente appannaggio di laureati maschi, impiegati soprattutto nel settore privato. Possono inoltre contare su un’ottima stabilità contrattuale, percepiscono retribuzioni di gran lunga superiori alla media nazionale e sono abbastanza soddisfatti del percorso intrapreso.

 

Identikit dei progettisti e analisti hardware e software

Analizzando nel dettaglio le loro caratteristiche è possibile tracciarne un identikit e valutarne le performance professionali nel lungo periodo.

I progettisti e analisti hardware e software sono rappresentati soprattutto da uomini che, con il 77% superano il complesso delle professioni esaminate, dove la componente maschile rappresenta il 46% del totale.

Di contro, la quota di donne impiegate come progettisti e analisti hardware e software è ridotta al 23%, mentre è il 54% sul livello nazionale.

 

Svolgono davvero il lavoro per cui hanno studiato?

Analizzando la corrispondenza tra studi compiuti e professione svolta a partire dai gruppi disciplinari, emerge che tra i progettisti e analisti hardware e software sono decisamente più frequenti della media i laureati dei gruppi di ingegneria (57% contro il 13%) e scientifico (9% contro il 3%), all’interno del quale confluiscono i laureati in informatica.

La laurea è ritenuta efficace dal 45% degli intervistati (è il 60% a livello nazionale); altrettanti la ritengono abbastanza efficace (contro il 29% a livello nazionale), mentre un 10 % ritiene il titolo poco o per nulla efficace, un valore molto vicino al livello registrato sul complesso delle professioni (11%).

 

Come si posizionano sul mercato del lavoro?

Il lavoro stabile coinvolge a dieci anni dal titolo la quasi totalità dei progettisti e analisti hardware e software: il 90% contro l’81% della media nazionale. In particolare, la maggioranza ha un contratto a tempo indeterminato, 77% contro il 63% registrato sul complesso delle professioni indagate. La precarietà riguarda solo il 10% degli intervistati (è il 19% a livello nazionale).

 

Dove sono inseriti

Com’era facile attendersi, i progettisti e analisti hardware e software sono impiegati soprattutto nel settore privato, il 91% contro il 64% del livello nazionale; mentre nel pubblico è impiegata solo una minima parte di questa tipologia di professionisti: il 7,5% contro il 32% del complesso.

 

Il guadagno

A dieci anni dal conseguimento della laurea i progettisti e analisti hardware e software guadagnano 1.872 euro mensili netti, un valore nettamente superiore alla media nazionale (1.620 euro).  

 

Laureati pre-riforma 2000, 2001, 2002 occupati a dieci anni: tipologia dell’attività lavorativa per professione svolta (valori percentuali)

 

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola 24" il 23 marzo 2015

 


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