Lavoro

L’ingegnere con la passione per il restauro

Laureato a Palermo in Ingegneria edile e Architettura, Andrea Viviani ha fatto la gavetta (e un master) e ora lavora a Napoli.
19 Maggio 2015

Il restauro? Una felice scoperta. L’Erasmus? Una grande occasione di crescita. Il lavoro? Che fatica, ma mai perdere l’ottimismo e la convinzione nei propri mezzi. Andrea Viviani, 29enne di Palermo, si è laureato nel 2012 in Ingegneria edile e Architettura. Da allora ha collaborato con ingegneri ed architetti della sua città, ha fatto un tirocinio extracurriculare in un ufficio tecnico comunale e sta per concludere un travagliato master in Miglioramento sismico, restauro e consolidamento del costruito storico monumentale. Per migliorare la sua posizione lavorativa non ha esitato a trasferirsi “al nord”, che per un siciliano può essere semplicemente la Campania. “A Napoli ci sono più opportunità, a Palermo, purtroppo, è tutto fermo. Mi piace immaginare Napoli come una ‘Palermo in Italia’” racconta.

Come mai dopo la maturità hai deciso di frequentare la laurea in Ingegneria edile e Architettura?
“Provenivo da una formazione liceale che sulla carta era scientifica, anche se in realtà, per i professori che ho avuto, ho approfondito di più le materie umanistiche. Così ho scelto questo corso perché, bene o male, univa i due ambiti, quello scientifico con ingegneria e quello umanistico con architettura”.

Come ti sei trovato?
“Il passaggio è stato un po’ traumatico, da una situazione in cui ero cullato ero diventato un numero tra i tanti. Però, superati i primi tempi che mi sono serviti per capire se ce la potessi fare, posso dire di aver fatto una bella esperienza, che mi ha dato tanto dal punto di vista formativo e umano e che rifarei senz’altro, a prescindere dalla crisi in cui versa ora l’edilizia”.

Hai avuto esperienze di studio all’estero?
“Nel 2008, dopo aver superato la boa dell’esame di Scienza delle costruzioni, sono andato in Erasmus a La Coruña, in Galizia. Oltre ad aver dato 4 esami, è stata un’occasione di crescita personale e adesso mi sento per metà spagnolo. L’Erasmus mi ha aperto la mente e mi ha dato nuove energie, se ne avessi il potere lo renderei obbligatorio per tutti”. 

Che hai fatto dopo la laurea?
“Ho iniziato a collaborare con un architetto, che mi ha trasmesso la sua grande passione per la progettazione, e con due ingegneri, che si occupano soprattutto di perizie per il tribunale e che mi hanno insegnato il valore della serietà nella professione. Per capire come funziona la macchina pubblica e vedere se ci fossero delle prospettive occupazionali, ho fatto anche un tirocinio extracurriculare presso l’ufficio Edilizia pubblica del Comune di Palermo. A fine dicembre del 2013 ho iniziato un master in Miglioramento sismico, restauro e consolidamento, organizzato dall’Università di Perugia e quella dell’Aquila con il Centro studi Sisto Mastrodicasa”.

Ti è stato utile per sviluppare nuove competenze?
“La parte del master che ho trascorso a Foligno, in Umbria, è stata molto interessante perché mi ha permesso di approfondire gli aspetti tecnici e normativi del consolidamento strutturale di edifici storici in muratura. Quando però ci siamo trasferiti a L’Aquila, la qualità organizzativa è scaduta ed è stato un po’ una delusione, visto che quella città è praticamente un cantiere a cielo aperto. È successo anche che saltasse qualche lezione senza preavviso, comportando un disagio per chi, come me, doveva prendere un aereo e pagarsi un b&b. Considera che il master sarebbe dovuto finire un anno fa, ma per i ritardi che ci sono stati è ancora in corso e devo discutere il project work finale”.

Nel frattempo hai continuato a lavorare?
“Da settembre vivo a Napoli, dove ho iniziato a collaborare con lo studio di un ingegnere e faccio quello che avrei voluto fare: restaurare edifici storici. Dopo tanta gavetta sono soddisfatto, anche se manca ancora il giusto riconoscimento economico. Ma sono fiducioso e sono caparbio. Sono consapevole, però, che la libera professione è in difficoltà e che molti studi arrancano. Ma grazie ai fondi europei qualcosa qui a Napoli si sta muovendo; non avviene lo stesso in Sicilia – e a Palermo in particolare –, dove si stanno perdendo soldi e mancano le opportunità per le giovani generazioni”.

Conosci AlmaLaurea?
“La conosco dalle news e dalle e-mail che mi arrivano. Sono, però, convinto che per avvicinare i giovani al mondo del lavoro non si debba aspettare che si siano laureati, ma si debba fare di più mentre stanno ancora studiando, in modo da evitare che si sentano persi quando escono dall’università. Io mi sono appassionato al restauro e sono stato fortunato, ma ci devono essere più occasioni per aiutare gli studenti a capire quello che vogliono fare”.