Lavoro

“Studio l’ambiente per valorizzare la Sicilia”

Laureato in Scienze ambientali, Dario Filardo sta ultimando all’Università di Palermo un dottorato triennale in Scienze della terra e del mare.
22 Maggio 2015

La vera passione di Dario Filardo, 32enne di Mazara del Vallo, è la conoscenza e la sfida è acquisirla con un approccio scientifico rigoroso da mettere al servizio dell’ambiente e della sua terra, la Sicilia. Dario nel 2009 si è laureato con lode all’Università di Palermo alla triennale in Scienze ambientali. Lode anche alla specialistica in Analisi e gestione ambientale, che ha finito nel 2011, e al master di secondo livello in Metodologie di spettrometria di massa e applicazioni, conseguito nel 2012. Proprio il master lo ha portato a svolgere un periodo di frequenza volontaria presso l’Unità operativa di supporto di Capo Granitola, a Campobello di Mazara,dell’Iamc-Cnr, l’Istituto per l’ambiente marino costiero. “Mi sono occupato di campionamento e di preparazione e dosaggio di metalli pesanti su matrici ambientali e biologiche marine prelevate in corrispondenza di contesti particolarmente impattati” spiega. Nel 2014, sempre all’Università di Palermo, Dario ha iniziato un dottorato di ricerca triennale in Scienze della terra e del mare. “Attraverso lo studio voglio mettere a frutto le attuali metodologie di indagine scientifica degli ambienti marini per valorizzare la Sicilia, naturalmente interfaccia tra terra e mare, e la sua complessità” continua.

Come mai dopo la maturità hai deciso d’iscriverti alla Scuola di Scienze di base e applicate?
“Avendo frequentato il liceo scientifico, quando ho fatto questa scelta avevo un bagaglio culturale adatto per intraprendere quel tipo di studi. Dal momento che nel mio percorso formativo ho sempre avuto un approccio olistico, presi la decisione di approfondire la chiave di lettura scientifica specializzandomi nello studio della terra. Il mio obiettivo era quello di acquisire un bagaglio di conoscenze che mi consentisse di spaziare tra i diversi ambiti del sapere scientifico, ma che fosse incentrato sulle scienze della complessità ambientale, tra le quali percepivo connessioni meritevoli di ulteriori approfondimenti”.

Sei soddisfatto della scelta? Come ti sei trovato? 
“Sì, sono soddisfatto e mi sono trovato bene: questo indirizzo di studi mi sta consentendo di approfondire il mio interesse per il ‘sistema Terra’ e di acquisire una visione più critica nei confronti della realtà e delle sfide ambientali che la mia generazione deve raccogliere”.

Sei andato all’estero in Erasmus? 
“No, a causa di motivi personali. Ma sono consapevole che l’unico modo per migliorare davvero le cose in Sicilia è andare via per poi tornare con una maggiore consapevolezza: per questo ho in programma di allargare i miei orizzonti verso l’estero, per attingere metodologie di conduzione della ricerca sicuramente molto affascinanti e fruttuose, dalle quali oggi è impossibile prescindere”.

Hai una carriera universitaria eccellente. Hai anche lavorato durante questi anni di studio?
“Ho fatto qualche dopo-scuola, ma in realtà ho sempre percepito lo studio come un autentico lavoro, finendo per esserne assorbito per gran parte della mia giornata”.

Nel 2014 hai iniziato un dottorato di ricerca. Hai voglia di parlarcene?
“La mia tesi di dottorato, per la quale sto conducendo ricerche presso l’Iamc-Cnr a Capo Granitola, verte sulla decontaminazione di sedimenti marini tramite tecniche innovative. Questa tematica di ricerca potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nel vasto panorama di tecniche e approcci mirati al ripristino ambientale, che a giudizio di numerosi esperti costituiranno il core business del ‘sistema ricerca’ nazionale e internazionale in materia ambientale nel XXI secolo. Inoltre, grazie a questo dottorato sto iniziando anche a capire come muovermi nel mondo del lavoro e quale potrà essere il mio contributo”.

E cosa pensi di fare dopo il dottorato?
“Al momento è una domanda che preferisco non pormi, mi sento del resto molto immerso nella mia ricerca. È comunque ovvio che sto guardandomi attorno per capire dove potrebbe condurmi e quali siano gli scenari attuali in materia di ricerca e politiche ambientali. Ad esempio ho cominciato a utilizzare i social accademici professionali – il migliore, a mio giudizio, è Research Gate –, che mi permettono di essere visibile e di informarmi sulle ultime produzioni scientifiche, potendo così interagire in maniera semplice e immediata con esponenti della comunità scientifica internazionalmente apprezzati. In più, essendo una rete mondiale, posso capire se la linea di ricerca nella quale si inserisce il mio lavoro di tesi, per ipotesi, è più seguita in Cina piuttosto che in Italia: si tratta di un’informazione preziosa per orientarmi nel mondo della ricerca”.

Che passioni hai, studio a parte?
“Una delle mie passioni è sicuramente la valorizzazione della Sicilia e soprattutto di Mazara del Vallo, la mia città. Presso l’Istituto nel quale sto svolgendo le ricerche connesse al dottorato operano sovente diversi colleghi, che vengono da fuori Italia e da fuori Europa: anche grazie a loro ho capito quanto sono fortunato e che ci sono tante cose meravigliose così vicine a me, a cui prima, magari, non davo il giusto peso. La mia passione di sempre rimane comunque la lettura, ambito nel quale mi piace spaziare con grande libertà dalla saggistica sino alla narrativa d’autore”.

Conosci AlmaLaurea?
“Sì, ma non approfonditamente. Ho ricevuto la newsletter e so che l’ateneo di Palermo è entrato a far parte di questa piattaforma nata con l’intento di creare un ponte tra i neolaureati che chiedono lavoro e le aziende che lo offrono”.

 


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