Lavoro

Per i neo veterinari buone perfomance nel mercato del lavoro

Approfondimento AlmaLaurea sui laureati in veterinaria: già ad un anno dal titolo buone performance professionali: tasso di occupazione, stabilità lavorativa ed efficacia del titolo superiori alla media.
18 Giugno 2015

Il XVII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani consente di tracciare il profilo professionale dei laureati magistrali a ciclo unico in medicina veterinaria e di individuare le specificità di questo gruppo disciplinare.

I laureati in veterinaria, già ad un anno dal titolo, si caratterizzano per buone performance professionali: tasso di occupazione, stabilità lavorativa ed efficacia del titolo risultano infatti superiori alla media.

 

A un anno dal titolo

Le chance occupazionali dei laureati magistrali a ciclo unico in veterinaria già ad un anno dalla laurea (laureati del 2013) sono buone: considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, il tasso di occupazione raggiunge il 58,5% a fronte del 49% rilevato sul complesso dei laureati magistrali a ciclo unico. Mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 28% (è il 30% a livello nazionale).

La stabilità pari al 59%, a fronte del 38% registrato sul complesso dei laureati, si caratterizza soprattutto per una maggior presenza di lavoratori autonomi (il 54% dei veterinari rispetto al 26% dei dottori magistrali a ciclo unico); mentre i contratti a tempo indeterminato interessano solo il 5% dei veterinari (è il 12% a livello nazionale).

Il guadagno mensile netto, pari a 731 euro mensili a fronte dei 1.024 euro della media nazionale, sconta il fatto che molto spesso i veterinari sono da poco entrati nel mercato del lavoro, e si trovano ancora in una fase di transizione verso la piena realizzazione professionale.

Già a un anno da titolo l’85% dei laureati magistrali a ciclo unico in veterinaria dichiara il proprio titolo “molto efficace”, contro il 75% della media.

 

A cinque anni dal titolo

Il tasso di occupazione a un lustro dal titolo cresce arrivando a coinvolgere il 91% dei veterinari (laureati del 2009), valore superiore all’87% registrato sul complesso dei laureati magistrali a ciclo unico; ne consegue che il tasso di disoccupazione scende a un “quasi” fisiologico 5% a fronte del 7% registrato dalla media nazionale.

La stabilità lavorativa a cinque anni dalla laurea tocca l’85% (contro il 77% del complesso): cresce ulteriormente la quota di lavoratori autonomi (l’80% a fronte del 50% della media), e si attesta invece al 5% la quota di coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato (è il 28% della media).

Si tratta soprattutto di professionisti che lavorano nel privato, inseriti nel settore dei servizi (94% contro l’87%) in particolare nel campo della consulenza (54%) e della sanità (32%); nel primo caso di tratta di liberi professionisti titolari di studi veterinari, mentre nel secondo caso si tratta di occupati in cliniche veterinarie ospedaliere. Anche il guadagno mensile netto aumenta raggiungendo i 1.070 euro netti contro i 1.283 euro per il complesso dei laureati magistrali a ciclo unico, valore che testimonia quanto l’esercizio della libera professione richieda tempi di riconoscimento economico più lunghi rispetto alla media. L’efficacia del titolo di studio cresce ancora: a cinque anni dal titolo la quasi totalità dei veterinari (94%) dichiara il proprio titolo molto efficace, è l’88% per la media.

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola24" il 25 maggio 2015

 

 


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