Convegni

“Riformare il diritto allo studio per una università più equa”

Intervista a Daniele Livon, Direttore generale al Ministero dell’Istruzione per la Programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore.
23 Giugno 2015

Secondo il XVII Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati, dal 2003 al 2013 le iscrizioni all’università sono passate da 338mila a 270mila, con un crollo del 20%, tanto che oggi solo 3 diplomati su 10 continuano gli studi. “Questi dati evidenziano come, purtroppo, siamo ancora un Paese con molta strada da fare per quanto riguarda il passaggio dal diploma all’università” dice Daniele Livon, Direttore generale al Ministero dell’Istruzione per la Programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore.

Lo scorso 28 maggio all’Università di Milano Bicocca, Daniele Livon ha partecipato al Convegno AlmaLaurea “I laureati tra (im)mobilità sociale e mobilità territoriale”, intervenendo alla tavola rotonda in cui si è ragionato su come rendere il sistema universitario più efficiente ed equo. “Quello che il ministero può fare – spiega – è sensibilizzare gli studenti sull’importanza del passaggio all’università. Ma c’è anche una condizione sociale, culturale ed economica su cui il ministero potrebbe agire, mettendo mano in maniera significativa alla riforma del diritto allo studio”.

Per ripensare il sistema di accesso all’università servono però dati certi su cui basare le proprie decisioni. Ed è qui che rientra in gioco AlmaLaurea. “L’università è il sistema della pubblica amministrazione che ha il maggior livello di dettaglio di informazioni. AlmaLaurea contribuisce in maniera rilevante a queste informazioni e il fatto che raggruppi quasi la totalità degli atenei consente al Ministero di fare dei ragionamenti più puntuali”.

 


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