Lavoro

Farmacisti al top per occupazione, stabilità e retribuzione

AlmaLaurea analizza il profilo occupazionale dei laureati magistrali a ciclo unico in farmacia e farmacia industriale.
25 Giugno 2015

L’ultimo Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani ci consente di tracciare il profilo occupazionale dei laureati magistrali a ciclo unico in farmacia e farmacia industriale e di individuare le loro specificità. Sia nel breve che nel lungo periodo i laureati del gruppo farmaceutico rilevano una buona corrispondenza tra studi compiuti e professione svolta: raggiungono un tasso di occupazione superiore rispetto alla media nazionale; possono altresì contare su una maggiore stabilità, in particolare su contratti a tempo indeterminato, e su guadagni più elevati della media. Non stupisce pertanto che l’efficacia del titolo sia più elevata di quanto registrato sul complesso dei laureati magistrali a uno e a cinque anni dalla laurea.   

 

A un anno dal titolo

Le chance occupazionali dei laureati magistrali a ciclo unico in farmacia, già ad un anno dalla laurea (laureati del 2013), appaiono molto buone: considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, infatti, il tasso di occupazione raggiunge il 54% a fronte del 34% rilevato sul complesso dei laureati magistrali a ciclo unico, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 22,5% (è il 30% a livello nazionale). La stabilità contrattuale, che si attesta al 26% contro il 38% della media nazionale, è legata alla maggiore diffusione dei contratti a tempo indeterminato, che coinvolgono il 18% dei farmacisti (mentre risulta del 12% nella media nazionale). La precarietà invece caratterizza il 63% dei laureati (è il 53% del complesso): in particolare, il 22% ha un contratto di formazione contro il 9% della media; un altro 41% è assunto con contratto a tempo determinato (contro il 25%).

Il guadagno mensile netto risulta più elevato rispetto alla media nazionale: 1.150 euro a fronte dei 1.024 euro della media. L’efficacia del titolo di studio rispetto al lavoro svolto, infine, è nettamente più alta, già ad un anno: l’87% dei laureati magistrali a ciclo unico in farmacia dichiara il proprio titolo “molto efficace” contro il 75% della media.

 

A cinque anni dal titolo

Il tasso di occupazione per i laureati magistrali a ciclo unico in chimica farmaceutica cresce ad un lustro dal titolo (laureati del 2009) e raggiunge l’85% (è il 59% per il complesso dei laureati magistrali a ciclo unico). Il confronto con il valore complessivo è vincente anche perché una quota consistente dei dottori a ciclo unico risulta ancora impegnato, a cinque anni dal titolo, in attività formative post-laurea, caratteristica invece poco diffusa tra i colleghi di farmacia. Il tasso di disoccupazione si contrae ulteriormente attestandosi ad un quasi fisiologico 6%, a fronte del 7% registrato dalla media. Dal punto di vista della stabilità lavorativa (ora al 79% contro il 77% rilevato a livello nazionale) aumentano ulteriormente gli occupati con un contratto a tempo indeterminato raggiungendo il 67%, contro il 28% registrato sul complesso. La precarietà cala pertanto come a livello nazionale al 22%.

Ma dove sono inseriti? I laureati magistrali a ciclo unico in farmacia operano nella maggioranza dei casi nel campo dei servizi (88%), in particolare il 71% in farmacie e il 12 in farmacie ospedaliere; l’11% lavora nel settore industriale, in particolare in quello della chimica. Anche il guadagno mensile netto cresce raggiungendo i 1.369 euro netti mensili (è 1.283 euro di media). L’efficacia del titolo di studio rispetto al lavoro svolto aumenta nel lungo periodo: il 93% dei laureati in chimica farmaceutica dichiara il proprio titolo molto efficace, a fronte dell’88% della media nazionale dei laureati magistrali a ciclo unico.

 

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola 24" il 29 maggio 2015

 


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