Università

Le intenzioni di studio dopo la laurea

Quasi metà dei laureati vuole continuare gli studi: le intenzioni dei neolaureati secondo l'ultimo Rapporto AlmaLaurea.
31 Agosto 2015

Il XVII Rapporto AlmaLaurea sul Profilo dei laureati italiani permette di indagare le prospettive di prosecuzione degli studi dopo il conseguimento del titolo di laurea indagando, attraverso la compilazione del questionario AlmaLaurea, gli intenti formativi dei laureati italiani del 2014. Intenzioni espresse al momento della laurea e che, nella maggior parte dei casi, come dimostrano le indagini del Consorzio, coincidono con la realizzazione del proseguimento degli studi.

Da una prima analisi emerge che tra i fattori che influenzano le prospettive di studio dei laureati ancora oggi gioca un ruolo rilevante l’origine socioculturale, a tal punto che chi proviene da contesti culturalmente più favoriti è spinto in maggiore misura a proseguire gli studi dopo la laurea. Non stupisce pertanto che tra i laureati di primo livello con almeno un genitore laureato l’intenzione a proseguire riguardi 84 laureati su cento, contro il 69% tra chi ha genitori non laureati. Lo stesso accade tra i laureati di secondo livello (53% contro 41%). Nelle famiglie più istruite è certamente più elevata la sensibilità verso il valore della formazione e generalmente vi è una maggior possibilità di garantire un sostegno economico al giovane per un più lungo periodo. I dati del Profilo mostrano infatti che anche lo status sociale dei laureati influisce sulla scelta del percorso di studi fin dal momento dell’iscrizione all’università. Non a caso, tra i laureati del 2014, la quota di chi proviene da famiglie di estrazione più elevata scende attorno al 20% tra triennali e magistrali biennali, e tocca il 35% tra i magistrali a ciclo unico, le lauree che tradizionalmente conducono alle professioni liberali.

 

Come intendono proseguire gli studi i laureati di primo livello…

Analizzando le intenzioni a proseguire gli studi dei laureati 2014, emerge che 77 triennali su cento pensano di continuare la formazione soprattutto, com’è naturale attendersi, con un percorso magistrale (60%, in particolare, con percentuali superiori all’80% tra i laureati dei gruppi psicologico, geo-biologico, ingegneria), mentre il 10% dichiara di volersi iscrivere a un master (in primis i laureati dei gruppi medico e professioni sanitarie, linguistico e politico-sociale).

Su 100 laureati di primo livello interessati al conseguimento di un titolo magistrale, 68 dichiarano di volersi iscrivere nello stesso ateneo in cui hanno condotto il percorso triennale, 26 propendono per un altro ateneo italiano, mentre 5 intendono completare il proprio percorso formativo all’estero. La propensione alla mobilità dopo la triennale (cambio di Ateneo) è in aumento negli ultimi anni (tra i laureati 2011, ad esempio, il 21% propendeva per un altro ateneo italiano e il 3% per uno estero).

 

…e i laureati magistrali?

Nonostante la laurea magistrale o a ciclo unico, ottenuta dopo 5 o 6 anni di corso universitario, possa considerarsi in linea di principio il termine di un percorso formativo completo e coerente, manifestano l’intenzione di continuare la formazione ancora 46 laureati di secondo livello su cento, interessati soprattutto al dottorato di ricerca (12%) al master e alle scuole di specializzazione (rispettivamente 11%). 

 

Ma chi e in che modo decide di proseguire gli studi …?

Analizzando i gruppi disciplinari, emerge che la scelta del dottorato è quella più probabile per i laureati del gruppo scientifico (41%), per i laureati del gruppo geo-biologico (36%) e per quelli del gruppo letterario (25%); la scelta di un master o di un corso di perfezionamento è invece più “gettonata” per i laureati nelle professioni sanitarie (36%) e delle discipline dell’insegnamento (17%); le scuole di specializzazione, com’è prevedibile, sono invece appannaggio soprattutto di medici (81%) e psicologi (31%).

 

Il fattore geografico

La conferma che è in atto un processo di selezione che condiziona il proseguimento della formazione arriva indagando le intenzioni dei laureati in base alla loro provenienza geografica. Il Profilo mostra infatti che a influire sulle prospettive di studio siano anche le opportunità occupazionali offerte dai mercati del lavoro locali: la quota di laureati che intende portare avanti gli studi diventa infatti maggiore nel passaggio dal Nord al Sud del Paese. Dall’analisi emerge infatti che è propenso a continuare con la formazione l’81% dei laureati di primo livello residenti al Sud-Isole, il 79% dei laureati del Centro e il 70% dei laureati del Nord. Differenze che si mantengono elevate anche tra i laureati di secondo livello: intende proseguire il 51% dei laureati residenti al Sud-Isole, il 47% del Centro, percentuale che scende al 38% per chi proviene dal Nord.

 

 

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola 24" il 29 giugno 2015

 


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